"Fori chiusi anche ai taxi". Marino dimentica il confronto, auto bianche pronte alla lotta

Il sindaco ha annunciato oggi il passaggio dalla sperimentazione all'attuazione definitiva della chiusura alle auto bianche. Bittarelli: "L'assessorato aveva garantito un confronto". Sindacati: "Pronti a ricorso al Tar"

Se nel 2013 la protesta fu dei commercianti, stavolta, a un anno esatto di distanza, tocca ai tassisti. Il secondo step della chiusura al traffico dei Fori Imperiali riguarda direttamente la auto bianche, e manda già il comparto su tutte le furie. Il divieto di percorrenza è stato esteso, dopo una primo stop del traffico privato, anche a taxi e ncc fino a ottobre, in via sperimentale e sull'intera tratta Colosseo-piazza Venezia. I varchi restano aperti invece per autobus, biciclette e, ovviamente, pedoni. 

Le nuove regole sono in vigore da fine luglio, ma dovrebbero essere un test ancora da sottoporre a esame delle parti interessate. E invece il sindaco Marino, usando il mezzo insolito della telefonata al cittadino, sembra darlo per scontato: "Entro dicembre i taxi non passeranno più", ha annunciato a una coppia di sposi in bici ai Fori ancora in abito da cerimonia. Un proclama che scavalca dibattiti e confronti. Una leggerezza forse, che ora gli costa una pioggia di attacchi. 

"O tutti o nessuno. Perché i bus sì e noi no? Anche noi siamo un servizio pubblico, e questa mossa del sindaco non è altro che l'ennesima contro di noi. Sapevamo che era un provvedimento in via sperimentale, che ancora dovevamo discuterne". C'è rabbia nelle parole di Carlo Di Alessandro, presidente di Federtaxi Cisal, che insieme a Ugl taxi, Fit Cisl taxi e Uil trasporti taxi ha annunciato il ricorso al Tar. 

In realtà i faldoni erano già nel cassetto, pronti per arrivare in tribunale se il Comune non avesse indietreggiato, cosa paventata o addirittura promessa a inizio estate, a detta dei tassisti. Insomma, sul passaggio dei taxi si doveva discutere. E invece il primo cittadino annovera all'improvviso il divieto tra la lista delle cose fatte. Da qui la bufera. 

"A luglio sapevamo che la misura era una prova, l'assessorato alla Mobilità ci aveva garantito che saremmo giunti a un accordo". A parlare è Loreno Bittarelli, presidente del 3570, la cooperativa radiotaxi più grande della Capitale, che annuncia battaglia. "E' un provvedimento privo di senso, un autobus fa meno rumore o inquina meno di un taxi? Dovrebbe essere il contrario. Non siamo assolutamente contrari alla creazione di isole pedonali, ma se passano gli autobus non vedo perchè non dovremmo passare anche noi". 

Una questione di principio, o tutti o nessuno, ma anche pratica, ed economica, per i romani. "Chi ha tanti bagagli, è anziano o disabile prende il taxi, non l'autobus". Lo stesso Bittarelli attendeva un confronto, pensando che dall'assessorato alla Mobilità ci sarebbe stato un dietrofront. Certo non si aspettava l'anomalo annuncio del sindaco. "A perderci è prima di tutto l'utente che dovrà pagare di più, perché noi saremo costretti a fare giri lunghi e con tratte trafficate" spiega anche Di Alessandro. 

Ora più che mai dunque la categoria si aspetta che il primo cittadino corregga il tiro. Altrimenti le conseguenze sono immaginabili, e già ampiamente preannunciate: "Siamo pronti a mettere in atto qualunque forma di lotta. Protesteremo a oltranza". 

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