Porto di Anzio: pescatori sul piede di guerra

I pescatori sono pronti a riconsegnare i documenti in Capitaneria e a sbarcare l'equipaggio. La loro denuncia: “Non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza. Chi pagherà la nostra attività?”

Aria pesante al Porto di Anzio per la protesta dei pescatori contro i lavori che stanno bloccando l'attività. I manifestanti si sono detti pronti a riconsegnare anche i documenti in Capitaneria e a sbarcare l'equipaggio se non verrà ripristinato il porto

I pescatori, riuniti in assemblea, hanno tutti concordato sulla necessità di lottare, andando via con idee chiare: “No, non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza, dovremo ancora restare fermi come abbiamo fatto ieri. Chi pagherà però  per questa prolungata inattività?”.

Gli operatori del settore si rivolgono soprattutto alla Regione Lazio, impegnata da quasi 2 mesi nei lavori di dragaggio del porto. "L'eccessivo ritardo nell'avviare la macchina del pronto intervento”, ha affermato il presidente Federcoopesca-Confcooperative Lazio, Claudio Brinati “si sta facendo sentire: la draga che da oltre 50 giorni ripulisce i fondali dalla sabbia, non è riuscita a migliorare la situazione e pescherecci e imbarcazioni da trasporto rischiano di rimanere a lungo senza poter uscire”.

I lavori nel porto sono iniziati prima di Natale ma, a causa delle pessime condizioni meteomarine, la draga messa a disposizione dalla Regione ha lavorato per non più di 15 giorni, portando via 11.000 metri cubi di sabbia, troppo pochi rispetto a quella che si è accumulata. Prima di Natale, infatti, il limite di pescaggio era fissato a 3,6 metri, che con l'ordinanza di ieri sera del comandante della Capitaneria di porto è diventato di 3,20 metri.

Un limite che, di fatto, impedisce alla flotta a strascico di poter pescare. Due le proposte lanciate da Brinati: impiegare una draga più adeguata alle caratteristiche dei fondali e alla mole del lavoro da fare e attivare ammortizzatori sociali per garantire lo stipendio agli equipaggi in questo periodo di forzata inattività.

Una richiesta di intervento da parte della Regione è giunta anche da parte dell'assessore alle Politiche dell’Agricoltura, Caccia e Pesca, Aurelio Lo Fazio: “La Giunta regionale deve mettere immediatamente a disposizione un mezzo idoneo a ripristinare le condizioni di sicurezza del porto canale di Anzio. L’attuale draga, infatti, non è in grado di ripulire i fondali”.

“E’ necessario”, prosegue Lo Fazio, “intervenire con urgenza, per assicurare ai pescatori di poter svolgere la loro attività, in attesa della gara d’appalto già programmata e deliberata dalla Regione Lazio, che affiderà i lavori per la pulizia del porto canale di Anzio, intervento che presumo non potrà avvenire prima di aprile. La Regione Lazio sensibile ai problemi del lavoro, si dovrà far anche carico dell’inattività di quei pescatori, che non potendo esercitare la pesca, dovranno quindi essere aiutati con misure economiche adeguate”.

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