Cronaca

Pomezia: ancora proteste per i licenziamenti alla Playtex

Continuano gli scioperi degli operai per difendere il loro posto di lavoro, impedita l'uscita dei materiali dai cancelli

L'incubo dei licenziamenti potrebbe diventare realtà alla Playtex di Pomezia. Da quasi due mesi vanno avanti le proteste dei lavoratori contro la chiusura dello stabilimento, scipoeri già il mese scorso con l'appoggio dei gruppi sindacali della CdLT-Cgil Pomezia-Castelli e della Filctem territoriale.
AD oggi la situazione continua a peggiorare, crescendo fino ad arrivare allo spauracchio dell'annunciata chiusura definitiva del 30 giugno.

Il primo a crollare è stato il tavolo di trattativa indetto tra i sindacati e la proprietà. I lavoratori difendono i loro posti, con le unghie e con i denti, facendo ostuzionismo, scioperi e presidi davanti ai cancelli della fabbrica. Oggi per l'ennesima volta non è stato permesso di far uscire le materie prime dall' impianto di Pomezia, per permettere la lavorazione nell'altra sede di Bergamo.

Le proteste continuano ininterrotte appoggiate dai gruppi sindacali "Siamo qui - dichiara Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil-Cdlt - per chiedere la tutela dei posti di lavoro e del sito di Pomezia, ma anche per impedire eventuali colpi di mano o forzature finalizzati allo spostamento di merce già pronta per la commercializzazione e che l'azienda vorrebbe spedire a Bergamo".

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