Pocket money in ritardo, all'Aurelio scatta la protesta dei migranti: in cento barricati nel centro d'accoglienza

Sul posto gli agenti di polizia. Gli ospiti della struttura di largo Perassi lamentano il mancato pagamento del Pocket Money

Immagine di repertorio

Si sono barricati nella struttura per protestate contro il mancato pagamento del Pocket Money. Tensioni stamattina all'hotel che ospita i migranti in largo Tommaso Perassi, all'Aurelio. Circa un centinaio le persone che lamentavano il mancato versamento che gli consente di poter acquistare i biglietti dei mezzi pubblici e poter ricaricare le schede telefoniche. Dalle 8:15 di oggi i migranti si sono pertanto rinchiusi nella struttura richiedendo l'intervento degli agenti di polizia del commissariato Monteverde. 

Protesta nel centro d'accoglienza di largo Perassi

Secondo quanto si apprende gli ospiti della struttura hanno manifestato il loro dissenso in maniera pacifica, barricandosi nella struttura di largo Tommaso Perassi senza mai creare problemi all'esterno dell'edificio. Sul posto sono intervenuti i responsabili della struttura per ascoltare le proteste delle persone in stato di agitazione.

Centro accoglienza all'Aurelio 

Già lo scorso 26 ottobre nella struttura dell'Aurelio era stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine per un'altra protesta dei migranti sempre legata all'elargizione del Pocket Money. Una struttura d'accoglienza che poco prima aveva visto una protesta da parte di alcuni residenti, alla presenza dei consiglieri di Fratelli d'Italia Giovanni Picone e Marco Giovagnorio con un caldo fronte di proteste. 

Centro accoglienza in largo Perassi 

Il centro d'accoglienza dimorano immigrati e richiedenti asilo che hanno trovato ospitalità nell'ex hotel Il Gelsomino dallo scorso mese di ottobre. Un'apertura fatta dal ministero dell'Interno e dalla Prefettura di Roma "all'oscuro dei cittadini", denunciavano Fabrizio Santori e Giovagnorio all'apertura della struttura posta al confine tra il XII ed il XIII Municipio. 

Salvini in diretta facebook

Fra i primi a presentarsi davanti l'ex hotel che ospita i migranti, Matteo Salvini, leader della Lega con Salvini, che ha postato una diretta facebook da largo Perassi. 

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"Subito fuori dall'Italia"

Duro il commento di Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, e Marco Giovagnorio, consigliere Fdi in Municipio XIII: "Centinaia di immigrati barricati nel centro di accoglienza di largo Perassi perché non hanno ricevuto la ricarica per il loro cellulare dalla cooperativa Sinergy che ne avrebbe la responsabilità e gestione. Uno schiaffo in faccia alla povertà di migliaia di italiani che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, che non hanno la fortuna di essere accolti nelle comode stanze di un albergo dove dormire al caldo d’inverno, e sono costrette a dormire per strada, al contrario dei migranti che le cooperative gestiscono. Lo scandalo - si legge ancora nella nota congiunta - del business dell’accoglienza ha raggiunto oggi il suo apice con una protesta insopportabile, che avviene in una soluzione tenuta nascosta ai cittadini e calata sul territorio dell’Aurelio già da fine 2016, quando avevamo denunciato la possibilità di un centro di accoglienza nell’ex hotel Gelsomino portando centinaia di residenti in piazza a far sentire il loro sdegno che non si è mai placato. Dopo questa ennesima sollevazione e il solito atteggiamento intollerabile tenuto dagli ospiti, chiediamo con ancora più forza lo sgombero del centro di largo Perassi, la chiusura immediata delle pratiche relative al riconoscimento dello status di rifugiati, e l'immediato riaccompagnamento coatto nei paesi di origine in modo da riportare serenità e vivibilità nel quartiere".

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