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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Prenestino / Via Prenestina

Atac, la protesta: "No ai rincari. Sugli autobus come sui carri bestiame"

Lavoratori, precari, studenti e pensionati contro il rincaro delle tariffe. Sit-in in via Prenestina organizzato da USB e Or.S.A. per protestare contro il piano industriale

Nel primo giorno con i nuovi prezzi dei biglietti Atac, lavoratori dell'azienda municipalizzata, studenti delle università e decine di cittadini si sono dati appuntamento in via Prenestina per protestare contro il rincaro delle tariffe. Il biglietto di corsa singola è aumentato da oggi del 50% da 1 a 1,5€. Per i cittadini come per i lavoratori è un azione questa che sa di "beffa". Rincara uno studente: "L'aumento del biglietto e la cancellazione delle riduzioni per gli abbonamenti mensili, sono solo i primi passi verso una totale privazione del diritto di mobilità. Questo aumento serve solo a ripianare, per quanto possibile, il debito (quasi 630 milioni) causato da una continua mala amministrazione."  Tra i cartelli portati in piazza, 'Aumento del biglietto, taglio di servizi e posti di lavoro... Atac, che fai? Io il biglietto non lo pago!'; 'Noi non vi paghiamo'; 'Atac bene comune'.

IL PIANO INDUSTRIALE - Ma non si protestava solo per il rincaro delle tariffe: "Il piano industriale non è accettabile, il verbale d'accordo firmato il 30 novembre scorso da tutte le sigle sindacali tranne USB e Or.S.A. tracciava le indicazioni per i tavoli tecnici dove però, non si sarebbero effettuate modifiche se non all'interno dei confini previsti". Questo è quello che riferisce un operatore Atac fuori dai cancelli di via Prenestina. Il sit-in organizzato oggi dai sindacati di base (USB e Or.S.A.) ha un solo obbiettivo: rifiutare senza compromessi un piano industriale che, secondo loro, mira a smantellare Atac per poi portarla alla privatizzazione entro la fine del 2012. "Per convincerci ad accettare il piano" continua un autista, "ci hanno portato al teatro Quirino dove i dirigenti esponevano il piano e il comico Giobbe Covatta sdrammatizzava. Ci hanno trattato come se fossimo bambini, sembravamo una scolaresca in gita." 

IL PERSONALE - La questione sembra assai complicata, il piano aziendale di Atac presentato a luglio 2011 e firmato il 30 novembre, prevede il taglio di usuberi in tutti i comparti dell'azienda ma anche un aumento di produttività degli autisti, con aumenti di lavoro senza poter godere regolarmente di ferie e di riposi compensativi, che dovrebbe portare 65 milioni di euro in più nelle casse. Mentre gli immpiegati vengono quasi costretti a spendere le proprie ferie entro la fine dell'anno nonostante possano per legge, usufruirne entro marzo dell'anno successivo.

Proteste contro gli aumenti Atac - foto Lilla/RomaToday


I SERVIZI - "Tagliano i mezzi - continua un altro - oramai gli autobus sembrano carri bestiame, non fanno manutenzione, qui c'è una grande carenza di personale e loro parlano di esuberi. Ci stanno portando alla rovina creando una sorta di ricatto, impiegati contro autisti, contro addetti alla manutenzione." Molte sono le recriminazioni e le accuse dei cittadini e dei lavoratori: "vogliono compararsi agli altri paesi europei ma qui il rapporto dirigenti-lavoratori è di 1 a 170 mentre negli altri paesi è di 1 a 700 lav. con la metà dello stipendio del nostro management." 
 
ATAC AL CONTRATTACCO - L'Atac dal canto suo fa sapere attraverso un comunicato che presenterà una denuncia alla procura della Repubblica contro chi incita a non pagare il biglietto integrato bus-metro, che da oggi è aumentato da un euro e un euro e cinquanta. "Per viaggiare sui mezzi pubblici é obbligatorio essere muniti di titolo regolarmente vidimato e sono da considerarsi illegali tutte le iniziative che incoraggiano a violare tale obbligo di legge", si legge nella nota di Atac. Il reato ipotizzato è istigazione a delinquere e a disobbedire alla legge dello Stato. "Per tali reati, si rammenta, sono previste pene fino a cinque anni di reclusione. Fino a tre anni, invece la pena prevista per il reato di truffa, ipotizzabile per tutti coloro che scavalcano i tornelli - prosegue il comunicato -. Oltre, ovviamente, a tutti i reati che la Procura riterrà di individuare". L'Atac presenterà inoltre un esposto "contro coloro che stamane hanno danneggiato alcune emettitrici e alcuni validatori nella stazione metro A di Subaugusta" in un'azione di protesta contro l'aumento del biglietto. "Il reato ipotizzato è quello di danneggiamento aggravato, che prevede pene fino a cinque anni - afferma l'azienda -. Oltre a quelli eventualmente individuati dalla Procura".
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