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Foto di Andrea Ronchini

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I giovani medici in rivolta: "Dateci le borse o ci specializziamo all'estero"

La protesta degli aspiranti medici chiede al Ministero 70-100 mila euro per permettere di continuare a specializzarsi in Italia e non all'estero

"Se le borse non ci date come vi curate", questo è uno dei tanti slogan e striscioni che circa 400 studenti specializzandi di medicina hanno mostrato nella loro protesta, tenutasi questa mattina in Piazza Montecitorio. Una manifestazione per contestare l'esiguo numero di posti disponibili per le specializzazioni mediche negli ospedali italiani. 

Un numero di contratti che viene definito inadeguato. "Sono 3500", racconta Andrea Milzi portavoce degli specializzandi. "Gli interessati però sono circa 10.000". In pratica due su tre non potranno specializzarsi. Ecco perché, secondo gli aspiranti medici presenti, il problema riguarda l'intero Sistema Sanitario Nazionale.

Per molti l'unica soluzione è specializzarsi all'estero. Ecco perché in tanti questa mattina hanno sventolato finte carte di imbarco senza data di ritorno. Obiettivo far capire la condizione di numerosissimi aspiranti medici costretti a emigrare all'estero per poter specializzarsi nella loro professione.  "Lo Stato per la nostra formazione spende circa 50mila euro a testa, perché regalarli alla Germania?", si domandano i futuri medici, che hanno rivolto anche una richiesta al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a quello dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Padoan: un intervento economico di 70-100 mila euro per poter sanare e riequilibrare la situazione. E ironizzano: "In fondo si tratta di mezzo F35". 

"Le preoccupazione degli studenti di medicina sono reali e condivise da me", scrive Lorenzin in una nota. "Quando nel passato si e' deciso di tagliare le borse di specializzazione, lo si e' fatto per mere ragioni di bilancio, senza pero' pianificare i fabbisogni di nuovi medici e il loro inserimento nel SSN alla luce del sistema italiano che costruisce un legame stretto tra accessi alla facolta' di medicina ed inserimento sul territorio".

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