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Protesta a Roma Tre: "Basta con l'olio, ridateci la biblioteca"

Questa mattina si è svolto un presidio nella facoltà di Lettere di Roma Tre per protestare contro i tagli alla biblioteca. Cursi, direttore del personale, ha dichiarato: "I tagli non riguardano i servizi"

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"La biblioteca è un servizio fondamentale: non può essere tagliato o ridotto". Questo è il titolo del volantino che, da qualche giorno, fa il giro della facoltà di lettere dell'Università di Roma Tre. A diffonderlo è Roma3ma, il collettivo di studenti in mobilitazione da mesi contro la riforma universitaria del ministro Gelmini, che questa mattina si è raccolto davanti alla biblioteca di via Ostiense per protestare contro la riduzioni dei servizi legati al sistema bibliotecario della facoltà.
 
Da qualche settimana infatti "il taglio di fondi del 40% ha comportato la chiusura della sala Coppetti (sala lettura al secondo piano, ndr) e il blocco del prestito pomeridiano (che danneggia soprattutti gli studenti e le studentesse che lavorano)". In merito alla richiesta degli studenti di "ripristinare i servizi soppressi e di distribuire diversamente le risorse", sono intervenuti Paolo Cursi, direttore dell'area personale di Roma Tre e Maria Rita Varricchio, rappresentante del personale bibliotecario. "Innanzitutto annunciamo ufficialmente che i serivizi riprenderanno dalla prossima settimana" ha esordito Cursi con sopresa dei presenti "e comunque la chiusura della sala Coppetti e la riduzione del prestito è legata alla mancanza di borsisti e non ai tagli del governo". Il che non significa che non si possa parlare di tagli ma, come sottolineato da Maria Rita Varricchio "non sono del 40% ma del 20% e comunque non riguardano i servizi".
 
Quel 20% di risorse sottratte ai bilanci della facoltà non toccano la disponibilità delle sale o il servizio di prestito ma bensì il materiale librario. "La mancanza di risorse ricade sull'acquisto di libri, ovviamente abbiamo cercato di tagliare soprattutto sugli abbonamenti alle riviste meno richieste piuttosto che sulle monografie" ha continuato la Varricchio "tentando però di supplire al buco intensificando i servizi interbibliotecari, in modo che se un testo non è presente in sede possiamo farlo arrivare da altre strutture".
 
La notizia del ripristino dei servizi viene accolta con soddisfazione dal gruppo di studenti presenti che cercano comunque delucidazioni riguardo alla gestione delle risorse della facoltà."Non sarebbe una buona idea esporre i bilanci pubblicamente nella bacheca all'ingresso invece che lasciarli solo su internet? Giusto per rendere il tutto più trasparente" chiede Davide, rappresentante del collettivo Retelettere. Cursi risponde con evidente perplessità: "Non ne vedo il motivo visto che sta già tutto su internet e comunque la legge non lo prevede". A chiudere il presidio resta l'interrogativo, lanciato all'ultimo e rimasto senza risposta, di uno studente: "rimane il fatto che paghiamo 200.000 euro l'anno per la fondazione Maruffi, un casale in campagna dove Roma Tre fa l'olio".
 

   

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