Croce Rossa, lavoratori dell'ex autoparco di via Pacinotti in protesta: "No al cambio di orario"

In quaranta ieri sono saliti sul tetto della struttura: "Non sono state avvertiti nè sindacati nè lavoratori". La mobilitazione continua: "Ci hanno tolto l'accesso ai mezzi"

Continuano le proteste dei dipendenti della Croce Rossa. Dopo i lavoratori del Centro di Educazione motoria di via Ramazzini, ieri è stata la volta dell'ex autoparco di via Pacinotti: circa quaranta persone sono salite sui tetti della sede per protestare contro “un cambio di orario che non è stato concordato preventivamente né con i rappresentanti dei lavoratori né con le sigle sindacali” spiega Massimiliano Gesmini della Cri Usb.

“Gli operatori svolgono un servizio su turnazione h24. Senza preavviso ci hanno comunicato che l'orario sarebbe cambiato con turni dalle 7 alle 13 e dalle 13 alle 19 senza più notti né festivi” spiega Gesmini che aggiunge: “Non dobbiamo dimenticare che i soldi per quegli straordinari non li mette l'azienda ma vengono prelevati da un fondo previsto dal contratto”. Per Gesmini è un atteggiamento “inaccettabile” da parte di un'amministrazione “forte dell’applicazione del decreto 178/12 che sopprime l’ente pubblico”.

Ieri pomeriggio “si è tenuto un incontro con i dirigenti rimandato però a data da destinarsi in quanto mancava il dirigente responsabile”. La protesta è così stata sospesa in attesa di ulteriori comunicazioni. “Questa mattina però abbiamo trovato una spiacevole sorpresa: non siamo riusciti ad accedere alla centrale operativa in quanto sono state cambiate le password. In questo modo non siamo in grado di gestire un'emergenza, non abbiamo accesso ai mezzi” spiega Gesmini che aggiunge: “Abbiamo informato i carabinieri e invieremo una nota alla Prefettura”.

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La protesta di ieri è stata indetta da tutte le organizzazioni sindacali: “Nulla può essere modificato al di fuori delle regole previste dalla contrattazione sindacale (es. orario di servizio)” si legge in una lettera che porta la firma di Cgil Fp, Uil Pa, Cisl/Sinadi, Fialp Cisal, Usb Pi, Ugl/Intesa indirizzata al direttore generale della Cri e a quello regionale. “Si conferma lo stato di agitazione del personale con manifestazioni statiche che intendono porre all'Attenzione dell'amministrazione Cri, della cittadinanza e delle compagini politiche la particolare situazione del servizio e dei lavoratori” continuano i sindacalisti che chiedono un'immediata convocazione.

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