Piazza Navona: abusivo protesta ferendosi con un taglierino all'addome

Il caos durante i controlli messi in atto dagli agenti della Polizia Locale contro i banchetti non autorizzati che vendono teli, quadri e dipinti. L'uomo costretto a ricorrere alle cure dell'ospedale con oltre 50 punti di sutura

Caos nel pomeriggio di ieri in un'affollatissima piazza Navona. A creare l'allarme un venditore di tele e quadretti per opporsi ai controlli messi contro gli ambulanti non autorizzati dagli agenti dello Spe della Polizia Locale di Roma Capitale. I controlli degli uomini diretti dal comandante Antonio Di Maggio erano cominciati il giorno prima (16 aprile), con gli agenti che avevano riscontrato solamente pochi autorizzati a svolgere la loro attività nell'area del Centro Storico. Il 17 aprile un nuovo blitz ma questa volta con l'imprevisto.

AUTOLESIONI IN PIAZZA - La protesta ha preso vita intorno alle 16 quando l'uomo, un cittadino marocchino di 40 anni, ha reagito malamente all'invito degli agenti della Sicurezza Pubblica Emergenziale di non installare il proprio banchetto abusivo. Quindi il panico con l'uomo che, impugnato un taglierino, non ha esitato ad auto lesionarsi infliggendosi un lungo taglio sull'addome. Scene di panico con i 'caschi bianchi' impegnati non poco ad evitare il peggio, il venditore ad inveire e turisti a fotografare o anche ad allontanarsi velocemente dalla scena.

MEDICATO AL FATEBENEFRATELLI - Bloccato non senza difficoltà dagli agenti dello Spe il venditore abusivo è stato poi medicato nel vicino ospedale Fatebenefratelli dove gli hanno applicato oltre 50 punti di sutura.

I PITTORI - I controlli della Polizia Locale di Roma Capitale avevano portato il giorno prima al sequestro di tredici banchetti, rinvenuti nelle vicinanze di piazza Navona senza che nessuno ne rivendicasse la proprietà. Una questione complicatea quelle delle autorizzazioni ai pittori ed ai venditori di piazza Navona, con gli stessi che chiedono che il Comune adibisca una piazza pubblica dove dipingere, come in altre città europee: "Ci chiamano abusivi ma siamo artisti e lavoriamo in piazza da diversi anni, in attesa di un bando di concorso mai più indetto dal Comune di Roma dal 2007. Ci avevano detto che avremmo potuto lavorare qui vendendo le nostre opere fino al prossimo bando".

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