"Nei delfinari gli animali si suicidano, fermiamo questo massacro"

L'Associazione Animalisti Italiani ha promosso la campagna di sensibilizzazione "Una vita ridotta così" per riportare i delfini nel loro habitat naturale

Alla vigilia dell'apertura dei delfinari di tutta Italia, l'associazione Animalisti Italiani si è data appuntamento a Piazza del Popolo per una campagna di sensibilizzazione per far luce sulle condizioni di vita che questi animali sono costretti a vivere in queste strutture che definiscono "lager". In Italia ci sono 5 delfinari attivi, Genova, Riccione, Fasano, Rimin,i e Zoomarine di Torvaianica, e il 54% della popolazione è favorevole alla loro apertura. "Circhi e zoo stanno piano piano andando in crisi eppure i delfinari sono ancora pieni di persone. E' una situazione ingannevole anche per i bambini. Ai bambini - specifica Alessandro Gatta, attivista dell'Associazione - sembra che questi animali nelle vasche sorridano e invece è solo la conformazione loro della mascella. Loro non sorridono per niente, anzi soffrono. Anche il fatto che non ci sia una vera e propria gabbia può portare a pensare che questi animali vivano in una situazione di benessere". 

Nella campagna scelta per quest'anno 'Una vita ridotta così' viene raffigurato un comune tursiope dentro un'ampolla per mostrare quanto sia limitato per questi animali lo spezio a disposizione per nuotare. "Un delfino normalmente nuota fino a 45 km orari e fino a 200 metri di profondità mentre nei parchi acquatici - puntualizza Walter Caporale, presidente Associazione Animalisti Italiani Onlus - sono costretti a nuotare in tondo. Molti si suicidano per stress. In natura un delfino vive 40 anni, nei delfinari solo i più fortunati arrivano a 20 anni. E' come se uccidessimo un bambino di 10 anni solo per il nostro divertimento". Lo stress può causare aborti spontanei,comportamenti aggressivi tra due esemplari maschi, l'interruzione volontaria ad alimentarsi o a respirare (la respirazione di questi cetacei è un atto cosciente e possono decidere di respirare o uccidersi).

Anche Pier Cortese, cantante italiano, ha deciso di partecipare attivamente a questa campagna scrivendo delle canzoni per bambini dal titolo 'L'ospedale dei pesci'. "Tanta gente pensa che noi in un periodo pieno di problemi sociali e di guerre noi ci occupiamo solo delle morti dei delfini. Noi a queste persone - dichiara Alessandro Gatta - vogliamo rispondere che è tutto collegato. Il problema etico dell'omicidio  è da collegare a una società che sta andando  verso l'annullamento di ogni cosa. Se si permette di morire a un delfino allora si permette tutto". 

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Quello che chiede l'Associazione in difesa degli animali non è la completa chiusura delle strutture ma "liberare questi animali nel loro habitat naturale e far rimanere queste strutture così come sono con le loro enormi piscine ma senza lo sfruttamento degli animali", ha concluso il Presidente Caporale. 

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