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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Santi Apostoli

Albergatori in piazza: "Aumento tassa di soggiorno sarebbe uno tsunami"

Oltre un centinaio di albergatori in protesta a piazza Santi Apostoli contro l'ipotesi, avanzata dal Campidoglio, di innalzare i contributi per i soggiorni turistici nella Capitale

"Roma Capitale non farti del male", "Il turismo è una ricchezza, difendiamolo !", "No all'aumento della tassa sul turismo". Sono solo alcuni dei striscioni esposti dagli albergatori romani, per la prima volta in piazza per protestare contro l'ipotesi avanzata dal Campidoglio, tra le manovre per il bilancio 2014, di innalzare i contributi per i soggiorni turistici nella Capitale. 

Un aumento della tassa di soggiorno colpirebbe un settore già provato dalla crisi e causerebbe una perdita di competitività a livello internazionale, senza contare il rischio di possibili contenziosi con i tour operator. Ne sono convinti i manifestanti, riuniti questa mattina in piazza Santi Apostoli. 

Oltre un centinaio di albergatori con fischietti e bandiere delle varie associazioni partecipanti al presidio.In prima fila al sit-in il presidente di Confcommercio Roma e Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, insieme al presidente della Fipe, Fabio Spada, e ai rappresentanti delle altre sigle di ricezione turistica come Faita, Albaa, Sib, Confesercenti-Asshotel.

"La tassa ci manderebbe in fuorigioco - denuncia il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli - alzarla fino a 5, addirittura 10 euro al giorno sarebbe pericoloso per la Capitale". I soldi necessari per il bilancio capitolino, suggerisce Roscioli, "andrebbero presi da iniziative alternative come l'aumento del prezzo dei musei Capitolini o una diversa gestione dell'ingresso al Colosseo: perché per la Torre di Londra si pagano 26 euro e per l'anfiteatro solo 10?". In più, il presidente propone a Marino e all'assessore al Commercio Marta Leonori di "riportare nella legalità i fenomeni abusivi, recuperando altre risorse".

L'appello è condiviso dal presidente di Albaa Federico Traldi: "Nell'extra alberghiero, tra B&B e case vacanza abbiamo circa 5.000 strutture in regola, che producono 1 milione di euro l'anno di entrate, e quasi altrettante sommerse, che intascano la tassa senza versarla".

Dello stesso parere anche il presidente della Confesercenti di Roma, Valter Giammaria. "Basterebbe portare alla luce tutto il sommerso delle strutture che non fanno pagare la tassa di soggiorno - spiega - per far entrare in cassa quello che si chiede dall'aumento. Se non saranno ascoltate le nostre richieste non escludiamo una serrata delle strutture ricettive della Capitale".

Il sindaco Marino commenta la protesta: "In un momento di grave crisi economica piuttosto che andare a gravare ulteriormente sulle tasse dei romani io credo che chi prenota una stanza che costa alcune centinaia di euro possa permettersi di pagare qualche euro in più di tassa di soggiorno". 

"Se gli albergatori vogliono scioperare lo facciano è una libera decisione - ha poi aggiunto il primo cittadino - stiamo mettendo in campo tutte le misure possibili per contrastare l'evasione di questa tassa perchè in alcune verifiche è emerso che alcuni grandi alberghi hanno incassato la tassa e poi non l'hanno versata nelle casse del comune"

Albergatori in piazza - Le foto di A.Ronchini/Romatoday

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