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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Boccea

Prostituzione, Filisio: "Strade in vendita per fallimento Alemanno e Giannini"

“Le ordinanze di Alemanno sulla prostituzione sono così inefficaci che gli sfruttatori della prostituzione si  spartiscono il territorio in tutta tranquillità"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

“Le ordinanze di Alemanno sulla prostituzione sono così inefficaci che gli sfruttatori della prostituzione si  spartiscono il territorio in tutta tranquillità e pezzi di strade, come l’Aurelia, si possono addirittura ‘vendere’ e ‘comprare’. Nonostante il suo attivismo mediatico - ricordiamo le spedizioni notturne da fiction poliziesca - il sindaco in quattro anni non ha  portato a casa alcun risultato. La bottega degli orrori è sempre aperta sulle strade, con storie aberranti di donne schiavizzate, alla mercé di violenze inaudite, come quelle scoperte dagli investigatori. E’ l’ennesima certificazione di  fallimento per chi come Alemanno,  ha fatto della ‘lotta alla prostituzione’ una bandiera da esibire durante le campagne elettorali e nei tanti spot d’inizio mandato. Per non parlare del presidente del municipio XVIII Giannini, del quale i residenti ricordano ancora proclami e fiaccolate". Così in una nota il consigliere provinciale Pd Alberto Filisio.

"Il sindaco di Roma sempre in cerca di qualcuno su cui scaricare responsabilità, ormai si limita ad invocare una legge per far diventare reato la  prostituzione in strada, così da trasformare le donne da vittime di tratta in criminali e sottrarre alle forze dell' ordine, già provate dai tagli nell' organico, risorse preziose per quello che deve essere  l'obiettivo principale: sgominare le organizzazioni che gestiscono questo vergognoso traffico di esseri umani. Questo sindaco, la cui amministrazione si è distinta per assenza di politiche sociali e culturali di prevenzione del fenomeno - conclude Filisio -  è soltanto ossessionato dall' 'estetica' del problema, le prostitute in strada, ma non dall' idea che le donne possano finire nuovamente schiavizzate dentro quattro mura, in prigioni dove sarebbe ancora più difficile monitorare il fenomeno e aiutarle a denunciare e fuggire lo sfruttamento da parte di aguzzini senza scrupoli”.

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