Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Prostituzione a Roma: dal 2008 nulla è cambiato

Nel 2008 il Campidoglio varò un'ordinanza per contrastare il fenomeno della prostituzione, oggi il sindaco Alemanno prende la moto e scende in strada per arginare di persona lo sfruttamento della prostituzione. In 4 anni cosa è cambiato?

Alemanno si è sempre dimostrato attento al fenomeno della prostituzione, nel 2008 il sindaco firmò un'ordinanza contro la prostituzione che avrebbe dovuto anticipare una legge nazionale voluta dall'allora Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna. "Il ddl Carfagna avrà un iter lungo - spiegava il sindaco nel 2008 - Con questa ordinanza aiuterò dalla prossima settimana  tutte le forze di polizia a liberare le strade di Roma da questo degrado per ridurre tutto quello che è sfruttamento della prostituzione e la strumentalizzazione di tanti esseri umani”. Era il settembre del 2008 il Ddl qualche mese dopo avrebbe preso l'ok del Consiglio dei ministri ma non avrebbe superato tutto l'iter legislativo. L'ordinanza del Sindaco invece, non sembra aver avuto nessuno effetto, e se Alemanno, questa notte, ha inforcato la moto e si è messo all'opera in prima persona vuol dire che le lucciole sono sempre più numerose e luminose.

La battaglia contro la prostituzione era seguita con grande animazione dal sindaco che dichiarava: ”Precediamo il disegno di legge presentato dal governo per reintrodurre il reato di prostituzione con quest’ordinanza che entra in vigore da oggi fino al 30 gennaio 2009. Prevediamo infatti che entro quella data il disegno venga approvato e se così non sarà l’ordinanza verrà ulteriormente prorogata. Si deve iniziare a combattere in maniera efficace la prostituzione in strada - continuava il Sindaco nel lontano 2008 - anche prima dell’approvazione della legge messa in discussione dal Parlamento. Dalle nostre strade arriva un messaggio assolutamente negativo: vedere persone, uomini o donne, che vengono sfruttati o che vendono il proprio corpo nella logica del mercato, è un segnale negativo non soltanto per la pubblica decenza ma anche dal punto di vista culturale. Dobbiamo operare - ha concluso - perché questo fenomeno cessi”.
 
Oggi, il fenomeno è ancora presente,  incontrastato e con un giro d'affari da brividi e il deterrente della multa al cliente non ha avuto gli effetti sperati. Il fenomeno non si può ridurre al marciapiede ma riguarda molti canali tra cui la pubblicità sul Web e gli annuci sui giornali. Da una ricerca di NoiRoma.it, nella capitale ci sono piu di 7000 le professioniste del sesso. In realtà è quasi impossibile stimare questo mercato, completamente clandestino, ed è ancora più difficile stimare il danno umano che queste donne subiscono da parte dei loro sfruttatori. 
 
Altri paesi hanno adottato la linea della legalità, regolamentando il fenomeno; ma tutto ciò in Italia sembra impossibile e il Sindaco Alemanno ha più volte ribadito il concetto, così nel 2008: "Sono contrario alle case chiuse, sono contrario ai quartieri a luci rosse, ma posso capire la prostituzione che sta fuori dal luogo pubblico, perché è un fatto individuale e personale che uno sceglie di fare".
 
Intanto Alemanno, nonostante siano passati gli anni non si arrende e continua a incoraggiare la lotta alla prostituzione mettendoci la faccia: di persona indossa casco e guanti e 'ripulisce' i marciapiedi dichiarando: “Abbiamo solo la mia ordinanza, non esiste una legge nonostante le richieste avanzate da tre anni, prima al ministro Maroni e poi al ministro Cancellieri”. Assicurando i suoi cittadini che: “Andremo avanti su questa strada perché Roma merita di essere liberata dal degrado, Roma merita di avere sicurezza urbana. Ci sono i grandi problemi di criminalità organizzata, che devono essere contrastati – ha concluso Alemanno – ma c’è anche la vita quotidiana dei cittadini che deve essere difesa. Questo è il nostro impegno, andremo avanti su questa strada." 
 
Le dichiarazioni del volenteroso Sindaco si ripetono e sembrano avere uguali parole e stesse cadenze rispetto a quattro anni fa. Forse la strada intrapresa non è quella giusta, e forse sarebbe ora di finirla con operazioni che assomigliano sempre di più a spot elettorali e sempre meno a idee e azioni che cambiano lo status quo.
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