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Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca

Sequestra e stupra per due giorni una prostituta: "Avrebbe potuto uccidere"

In manette un manovale di Colonna, Stefano Frailis. Nel 2006 fu arrestato e condannato per lo stesso reato. Ad inchiodarlo la denuncia di una prostituta, seviziata per due giorni nella sua casa di Artena

"Abbiamo fermato una persona che avrebbe potuto uccidere". Ne è sicuro Eugenio Ferraro, capo del reparto delle volanti della Questura di Roma. Stefano Frailis, 43enne di Colonna arrestato in quanto ritenuto responsabile dell'efferata violenza ai danni di una prostituta, sequestrata e violentata per due giorni, ha tutti i crismi dell'aggressore seriale. E, proprio come Riccardo Viti, l'idraulico di Firenze che ha ucciso e crocifisso una prostituta, sarebbe potuto arrivare ad uccidere. Lo hanno però fermato venerdì scorso gli uomini del commissariato di Tivoli, diretto dalla dottoressa Mariella Chiaramonte. Tanti gli indizi a suo carico tra i quali anche il riconoscimento della vittima. Un quadro accusatorio  che ha portato il Gip a convalidare il fermo e a trasferire contestualmente l'indagine a Velletri. Questo perché il più grave dei reati addebbitati, rapina aggravata, è stato commesso ad Artena. A suo carico anche le accuse di minacce, violenza sessuale e lesioni.

IL CASO - Ad inchiodare il manovale di Colonna la testimonianza di una prostituta ventenne. A metà aprile, Frailis sulla Tiburtina all'altezza degli studi Mediaset, ha avvicinato la giovane romena. Con la promessa del pagamento di 500 euro  l'ha convinta a seguirlo a casa sua per consumare lì, anzichè in strada, il rapporto sessuale. La donna accetta, sale sul furgone bianco e insieme arrivano a Tivoli. Qui c'è la casa dell'ex moglie dell'aggressore. Dopo qualche minuto però Frailis si innervosisce e temendo il ritorno della donna, convince la prostituta a spostarsi in un'altra casa. Tornati nel furgoncino l'adescamento si trasforma in tortura.

LE SEVIZIE - La prostituta viene bendata e minacciata con un coltello. Così immobilizzata Frailis la conduce presso una sua casa nel territorio di Artena, la porta all'interno e inizia a seviziarla. Dopo averla legata con un filo di ferro, procede a picchiarla e a violentarla. "Violenze indicibili", le definisce la dottoressa Chiaramonte, "davvero pesanti. Oltre al filo di ferro ha usato un bastone e poi ha preso più volte a calci e pugni la donna". Tutto per due giorni di fila, fino a quando esausto ha deciso di ricaricarla sul furgone e di mollarla nuovamente sulla Tiburtina, nel territorio di Guidonia. Prima di liberarla la rapina, 200 euro, provento  dell'attività della donna.

LA DENUNCIA - La vittima, abbandonata, trova il coraggio di denunciare. Si reca dalla polizia e racconta quanto accaduto. Iniziano così le indagini e grazie al contributo delle altre prostitute viene stilato un identikit. Capelli lunghi, brizzolati, occhiali, occhi chiari, una barba incolta, un metro e 70 d'altezza.

LE INDAGINI - La svolta una decina di giorni fa. Frailis decide di colpire di nuovo. La Tiburtina è il suo territorio di caccia, la tecnica sempre la stessa. "Cinquecento euro se vieni a casa mia". E proprio quella somma, quella richiesta, insospettiscono una ragazza che lo riconosce e si rifiuta di salire in macchina. Ma non si limita a quello. Chiama la polizia che arriva e identifica l'uomo. Lo identifica ma non lo ferma. Nel suo furgone vengono trovati degli indizi, ma ancora troppo scarni per ritenerlo responsabile della rapina.

IL PRECEDENTE - Sull'uomo però il cerchio si stringe. Nella sua disponibilità c'è infatti una casa ad Artena e la vittima lo riconosce da alcune cicatrici. Alcuni degli oggetti presenti sul furgone vengono poi riconosciuti dalla giovane. Di più: si scopre che l'uomo ha già colpito e per di più nello stesso modo. Era il 2006 quando sulla Casilina rapinava e teneva in ostaggio una prostituta. Anche per questo crimine fu arrestato e condannato. E' uscito di prigione nel 2013, ma dopo pochi mesi ha colpito di nuovo: viene infatti fermato per una rapina ai danni di una prostituta.

L'ARRESTO - Il quadro è completo e così gli agenti delle volanti decidono di arrestarlo. Fermato e interrogato, ha negato ogni addebbito, allontanando da sè quell'immagine di mostro che le indagini hanno dipinto. Il Gip però non ha creduto alla sua versione e ne ha confermato l'arresto.

IL PROFILO - Frailis, come detto, è un manovale di Colonna. Sposato, con una figlia, dopo pochi mesi è stato lasciato dalla moglie in quanto da subito ha messo in evidenza condotte di vita non proprio ortodosse. Nel 2006 la violenza ai danni della prostituta che lo porterà alla condanna che lo ha tenuto in carcere fino al 2013. A suo carico, secondo quanto riferito in conferenza stampa, potrebbero esserci altri reati simili. Gli agenti della Questura di Roma stanno infatti indagando. "Il profilo", spiega il capo delle volanti Ferraro, "è quello di un aggressore seriale. Possiamo dire, me ne assumo tutte le responsabilità, che per le modalità messe in atto sarebbe potuto arrivare anche all'omicidio. Per questo", conclude Ferraro, "dobbiamo ritenerci soddisfatti del lavoro effettuato".

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