Monti dell'Ortaccio: il piano di Colari, discarica per tre anni

Una durata di tre anni, dal 2013 al 2015. Con un invaso di 4 milioni e 800mila metri cubi e una volumetria iniziale di due milioni e 600mila

La Colari di Cerroni ha presentato il suo piano per Monti dell'Ortaccio al prefetto Sottile: tre anni di durata, una volumetria iniziale di due milioni e 600mila e un invaso di 4 milioni e 800 mila metri cubi. A riportarlo è il quotidiano La Repubblica.

A quanto si apprende il progetto non tiene conto di una prescrizione posta dal ministro dell'Ambiente Clini che aveva posto un tempo massimo di 18 mesi, a differenza dei tre anni proposti dalla Colari.
Dichiara il patron di Malagrotta Cerroni in merito ai tre anni di durata: “Periodo necessario per consentire a Roma di dare piena attuazione al programma per la lavorazione industriale dei rifiuti già previsto nel Piano regionale della giunta Polverini nonché dal Patto per Roma".
Il motivo, secondo Cerroni, è che prima di dismettere la discarica di Monti dell'Ortaccio si deve raggiungere nel 2015 la percentuale del 55% di differenziata prevista dal piano.
Spiega ancora Cerroni: "Per quella data la discarica provvisoria avrà adempiuto la sua funzione e a quel punto la discarica definitiva sarà una dependance degli impianti di trattamento industriale dei rifiuti e rappresenterà ben poca cosa nella chiusura del ciclo".

Il progetto presentato ieri è rimodulato sull'originale che risale al 2009 e prevede la presenza di un bacino di ossidazione contenuto in una struttura provvisoria per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti che non riescono ad essere lavorati dai quattro stabilimenti esistenti, due dell'Ama e due di Cerroni.

Come si legge nel documento: “Con decreto commissariale 123/2002 è stata autorizzata sull'area medesima la realizzazione di un invaso di circa 500mila metri cubi per lo stoccaggio del cdr, il combustibile da rifiuti, mai entrato in funzione. Ne consegue che l'area risulta idonea per la gestione dei rifiuti".
Nei piani del Colari, la discarica verrà realizzata mediante 5 lotti successivi: 21.900 metri quadrati, 20mila, 12.300, 30.500, 19.300. La superficie totale della discarica al fondo è pari a 108.500 metri quadrati, dalla sommità ne misura 230mila.”

Secondo quanto riporta il quotidiano: “Per controllare e ridurre l'inquinamento il progetto prevede una serie di infrastrutture e interventi. Per esempio: l'impermeabilizzazione della vasca, la realizzazione di un diaframma plastico, detto polder, che isolerà l'invaso dalla falda acquifera presente, la stessa che ha prodotto il laghetto fotografato e denunciato dai residenti. Ancora: un sistema di convogliamento e stoccaggio del percolato, di raccolta e trattamento del biogas, di drenaggio e controllo delle acque meteoriche, una copertura finale. Infine, opere di rivegetazione e ripristino ambientale.”

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