Cronaca

Aeroporto di Fiumicino: “Nessun investimento senza l’adeguamento delle tariffe”

Presentato oggi il Progetto finale del nuovo aeroporto di Fiumicino. I numero sono quelli di una "Grande opera": 12 miliardi di investimenti e 1200 ettari di nuovo sedime aeroportuale

“Presentare il Master Plan di sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino presso la sede di Confindustria ha un significato particolare in questo momento difficile: il Paese deve puntare sullo sviluppo e lo sviluppo lo fa l’impresa”. È iniziata così, per voce del presidente di Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona, la presentazione del Progetto finale del “nuovo” aeroporto Leonardo Da Vinci illustrato alla stampa stamattina presso la sede di viale dell’Astronomia, all’Eur. Una pianificazione da “Grande opera”, 12 miliardi di euro gli investimenti preventivati fino 2044, che prevede l’aumento del sedime aeroportuale di 1200 ettari e la realizzazione di due nuove piste di volo.

E se l’incipit di ogni discorso contiene sempre il messaggio più importante, oggi più che i numeri e i contenuti del progetto finale, che al di là di alcuni piccole modifiche si attengono a quelli presentati ufficialmente in precedenti occasioni, è stata proprio la sede scelta a parlare più di tutti. “Deve arrivare il Contratto di programma altrimenti si ferma tutto” ha spiegato l’amministratore delegato di Adr, Lorenzo Lo Presti, con una frase che è suonata come un ultimatum nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Governo che entro il 31 dicembre dovrà definire il Contratto di programma, entro il quale si fisseranno anche le nuove tariffe, richieste da tempo da Aeroporti di Roma e dagli stessi industriali romani.

IL PROGETTO – Due nuove piste di volo, invece che le tre iniziali. 1200 ettari di nuovo sedime aeroportuale, “dimagriti” di cento ettari rispetto ai precedenti 1300. 650mila metri quadrati di Terminal. 200 piazzole aeromobili. 65mila metri quadrati di aree commerciali. Oltre alle infrastrutture legate all’attività di volo è prevista anche la costruzione di “asset ausiliari indispensabili per fare del Leonardo da Vinci la principale porta di ingresso di Roma e del nostro Paese” si legge nella presentazione: alberghi, business center, parcheggi. Da adeguare anche le infrastrutture per raggiungere lo scalo per cui sono stati preventivati 5 miliardi di euro: nuove strade e collegamenti ferroviari, il potenziamento di quelli esistenti.

GLI INVESTIMENTI - 12 miliardi gli investimenti previsti. “Tutti privati” ci tiene a specificare il presidente Palenzona, “investimenti che i nostri azionisti, tra cui spiccano operatori “credibili” quali i Benetton, Mediobanca o i Toti, solo per fare qualche esempio, potranno reperire (presso il sistema bancario, ndr) una volta che avremo la certezza delle regole di mercato”. Tradotto: fino a che il Governo non sbloccherà l’adeguamento delle tariffe, non si muoverà una foglia sul fronte privato. Per questo, come si legge nel materiale distribuito alla stampa: “l’azienda non investirà più risorse sul Master Plan fintantoché il Contratto di programma non sarà approvato”.

OBIETTIVO CRESCITA - L’obiettivo è la crescita del traffico passeggeri che dovrà arrivare al 2044 a superare la soglia degli 80milioni annui a fronte degli attuali 37milioni. Una crescita che, secondo Adr, significa fare concorrenza agli altri hub europei e attrarre passeggeri, e mercati, dalle aree emergenti. Una debolezza dell’attività aeroportuale attuale testimoniata dal fatto che Fiumicino è all’ultimo posto tra i principali aeroporti europei per il numero di voli intercontinentali settimanali, un quarto rispetto a Londra e meno della metà di Francoforte. Ed è proprio su questo punto che arriva il secondo, forte, ultimatum da parte della società che gestisce gli aeroporti romani: “il numero di posti offerti dal vettore di riferimento, Alitalia, è all’ultimo posto tra i principali aeroporti europei: se le cose non migliorano, potremmo valutare di individuare altre proposte”.

IL SISTEMA ROMANO – A margine dell’incontro, interpellato relativamente all’intervista pubblicata lunedì da Roma Today al Direttore generale per gli aeroporti presso in ministero delle Infrastrutture, Gerardo Maria Pelosi, che ha espresso forti criticità di investire centinaia di milioni di euro per realizzare l’aeroporto di Viterbo, il presidente di Adr Palenzona ha risposto: “Al momento c’è una direttiva del ministero dei Trasporti che dice che lo scalo di Viterbo va fatto e che Fiumicino deve essere sviluppato. Se cambiano queste direttive, e il dottor Pelosi è una persona autorevole nonché nostro referente, noi ci adegueremo certamente”.

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