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Cronaca Bologna / Piazza delle Crociate

Profughi a Tiburtina, altra giornata di passione: in 800 nel centro Baobab

Già nella serata di ieri in molti hanno dormito tra largo Mazzoni e piazzale delle Crociate. In mattinata è arrivata la protezione civile e la Polizia ha tentato nuovamente l'identificazione

Resta calda la situazione alla stazione Tiburtina. I profughi transitanti dispersi dalla polizia nel pomeriggio di ieri, hanno vagato per le strade del quartiere, cercando ospitalità nel vicino centro di accoglienza Baobab. Qui, in via Cupa, finora sono state accolte le situazioni più disperate. Madri con bambine, donne incinte, qualcuno un po' più debilitato. Ma dopo il blitz della Polizia sempre più profughi confluiscono verso il centro. Che, visti i continui arrivi, ad oggi è sovraffollato.

Già dalla prima escursione della polizia, sempre in meno decidono di dormire vicino alla stazione: la parte centrale di piazzale Mazzoni è quasi del tutto vuota, perché i profughi hanno preferito spostarsi sotto il ponte di via Tiburtina, utilizzando le colonne come riparo per la notte. La zona del piazzale più vicina ai passanti e ai turisti è rimasta come stendiabiti.

Ad assisterli, dalla serata di ieri, anche degli operatori della Croce Rossa che hanno prestato le cure necessarie a chi ne aveva bisogno. La Croce Rossa elargisce controlli medici ai profughi che volontariamente vogliono farsi visitare, distribuendo alcuni  medicinali. Nella mattinata di oggi, per la prima volta, è giunta in zona anche la Protezione Civile che ha distribuito bottigliette d'acqua ai migranti. 

Verso le 10 la polizia ha cercato nuovamente di identificare le centinaia di persone presenti. Un tentativo risultato vano e che ha provocato il fuggi fuggi generale. Un folto gruppo di persone si è diretto il Verano, per poi disperdersi nuovamente per le strade attorno alla stazione TIburtina e a piazza Bologna. La situazione è tenuta assolutamente sotto controllo. A vigilare dall'alto anche un elicottero della Polizia. Un nuovo blitz si è ripetuto alle 12, svuotando completamente la zona di via Cupa in cui tutti i profughi si erano concentrati. Ma, in entrambe le operazioni, gli agenti sono tornati indietro a mani vuote. Adesso, su piazzale Mazzoni, si trovano solo due volanti. Tutti i profughi, o quasi, in via Cupa.

"In questo momento - ci dice Daniel, il responsabile della struttura - invece di ospitare 200 persone ce ne sono quasi 800. Per lo più eritrei, etiopici, somali e sudanesi. Solo ieri ne sono arrivati 200". E proprio questa sembra essere la soluzione 'definitiva', almeno per il momento, per la loro sistemazione. Il centro sovraffollato sembra l'unico posto capace di ospitarli. Ma i problemi non mancano: i massicci arrivi di ieri, per esempio, hanno provocato una sorta di intasamento del sistema fognario risolto solo nella notte.

Nella serata di ieri sul posto è arrivato anche il presidente del municipio II Giuseppe Gerace. "Ieri sera siamo rimasti fino a tarda notte insieme a loro all'esterno del centro di accoglienza di via Cupa per accertarci che fossero distribuiti pasti e acqua e che tutti fossero assistiti dai medici della Croce Rossa - ha commentato Gerace - Siamo dinanzi a persone che fuggono da orribili situazioni e che hanno come unico scopo quello di proseguire il viaggio: abbiamo conosciuto molti giovani e giovanissimi eritrei, donne e bambini. Persone spesso spaventate che stanno collaborando in maniera spontanea all'organizzazione della loro sistemazione, ripulendo i luoghi, distribuendo cibo ai concittadini più deboli in una bellissima logica di solidarietà. Non siamo disponibili ad essere complici di violazioni di diritti umani".

Da sabato scorso la Stazione Tiburtina è diventata un campo profughi a cielo aperto. Profughi cosiddetti transitanti si sono accampati tra Largo Mazzoni e Largo delle Crociate. Migranti eritrei ed etiopi in fuga dalla guerra che in Italia e a Roma sono di passaggio, diretti verso il nord Europa. Fino a inizio maggio ad ospitarli era il campo irregolare di via delle Messi d'Oro. Quella struttura, abbattuta dalle ruspe del Campidoglio, non esiste più e ad ad adempiere il compito di quel tipo di ospitalità è rimasto solo il piccolo centro Baobab di via Cupa. Una struttura insufficiente che, nei giorni in cui Berlino ha bloccato il trattato di Schengen per il G7, ha trasformato la stazione in un campo a cielo aperto.

I profughi tornano a Tiburtina

La struttura, comunque, assume sempre più i tratti dell'emergenza: perchè ogni giorno arrivano nuovi migranti. Ad oggi, a detta di un volontario del centro Baobab, se ne contano quasi 800. Il centro non ha posto per ospitarli per la notte, per cui continuano a dormire sotto le stelle. Per i pasti, solo qualche volontario di Caritas, Comunità di Sant'Egidio e qualche chiesa porta del cibo, ma solo la sera: di giorno i profughi devono appellarsi alla carità dei passanti, o comprare un po' di pane con i pochi soldi che hanno. una donna con tre bambini è riuscita a comprare qualcosa da mangiare, ma non tutti hanno soldi con sè. Volontari di altre associazioni se ne vedono pochi: la donna ha ricevuto oggi dei vestiti per i suoi tre figli. Ma tutti senza insegne.

Per i residenti e i lavoratori del quartiere, però, l'impressione comune continua a essere la mancanza di coordinamento e di assistenza 'dall'alto', dalle istituzioni

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