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Giovedì, 23 Maggio 2024
Cronaca

Violenze sessuali su quattro ragazzini: professore di religione comprava il loro silenzio con dei regali

Il 46enne approfittava di attività e incarichi educativi e religiosi. I casi di pedoflia in provincia di Roma, di Ancona e un campo scuola nella Capitale

Quattro casi di violenza sessuale su ragazzini. A Tivoli, Guidonia, in provincia di Ancona e a Roma. Regali per comprare il loro silenzio. È stata la denuncia di un ragazzo, ora maggiorenne, presentata a marzo scorso a far scattare le indagini della procura di Tivoli e della polizia che hanno portato all’arresto di Mirko Campoli - insegnante di religione - con l’accusa di violenza sessuale ai danni di quattro minorenni. Violenze avvenute durante gite scolastiche e campus estivi anche in altre città italiane. Un pedofilo celato dietro l'insegnamento della religione.

Tra gli episodi contestati, oltre alle violenze a partire dal 2016, anche un caso più recente avvenuto a partire dal 2020 quando l’uomo, sospeso nel frattempo dall’insegnamento, aveva trovato lavoro in una casa famiglia di Roma che si occupa di minori vittime di abusi. Il 46enne ora ai domiciliari con braccialetto elettronico, era stato anche vicepreside in una scuola superiore del circondario di Tivoli, e aveva avuto diversi incarichi sia da laico nella struttura ecclesiale, sia nell’ambito di un’associazione religiosa che si occupa di minorenni. In base a quanto emerso due segnalazioni di abusi, arrivate negli anni passati alle autorità religiose, non erano mai state trasmesse all’ufficio giudiziario.

Chi è Mirko Campoli

Mirko Campoli, questo il nome dell'insegnante di religione indagato di quattro casi di abusi sessuali sui minori. Nominato presidente dell'Associazione Cattolica della Diocesi di Tivoli l'8 dicembre del 2016, per il trienno 2017-2020, come si legge sul portale activoli.it, era stato prima dell'incarico nel comune della provincia nord est della Capitale, responsabile nazionale Azione Cattolica Ragazzi dal 2005 al 2011 e segretario diocesiano nel triennio 2013-2016. "Il ruolo di Presidente diocesano - si leggeva al momento dell'annuncio della nomina - è sempre carico di tante responsabilità e difficoltà da superare. Per questo ci uniamo nella preghiera, per accompagnare Mirko in questo nuovo cammino con l’augurio di un servizio fecondo alla nostra Associazione diocesana".

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Quattro casi accertati 

L'uomo a giugno 2021 si era dimesso dall'insegnamento della religione cattolica che svolgeva in un istituto scolastico di Tivoli di cui era anche vice preside, e dalle altre cariche in istituti della diocesi. Grazie al voluminoso curriculum aveva trovato lavoro in una casa famiglia per minori a Roma dove si sarebbe verificato il quarto episodio di abuso su minori su cui la procura di Tivoli sta ancora indagando. Dieci giorni fa, con la misura cautelare dell'arresto ai domiciliari con il braccialetto elettronico è stato sospeso anche da quell'incarico. 

Violenze sessuali in provincia di Roma 

Secondo quanto si apprende il prof di religione è ritenuto responsabile di quattro violenze sessuali su minorenni. In particolare fra Tivoli e Guidonia, dal 2018 al febbraio 2020. Nel primo caso contestato in quanto "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica di" un ragazzino "all'epoca dei primi fatti minore degli anni 14 - compiva atti sessuali interrompendo le condotte per l'intervenuto lockdown nazionale. Fatto aggravato dall'aver agito nei confronti di minore infra-quattordicenne ed in condizioni di minorata difesa". E ancora: "perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica di" un altro ragazzino "all'epoca dei primi fatti minore degli anni 14), compiva atti sessuali. Fatto aggravato dall'aver agito nei confronti di minore infra-quattordicenne ed in condizioni di minorata difesa". 

Violenza sessuale in provincia di Ancona

Due casi nel territorio capitolino e del suo hinterland ma anche oltre i confini regionali. Un quarto caso di violenza sessuale contestato dalla procura di Tivoli sarebbe infatti avvenuto a Loreto, in provincia di Ancona nel mese di luglio del 2017. In questo caso il 46enne "abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica" della vittima "all'epoca dei fatti minore degli anni 18, educatore di un campo scuola. compiva atti sessuali. Fatto aggravato dall'aver agito all'interno di una struttura destinata alla formazione -campo scuola - in condizioni di minorata difesa".

L'abuso nella casa famiglia per minori di Roma

Comuni della provincia ma anche la Capitale dove nel settembre del 2020 "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, abusando della condizione di inferiorità fisica e psichica di un ragazzino "minore degli anni 14, a lui affidato nella sua qualità di operatore della casa-famiglia. Compiva atti sessuali. Fatto aggravato dall'aver agito all'interno di una struttura di formazione, nei confronti di minore infra-quattordicenne ed in condizioni di minorata difesa (il ragazzino era a lui affidato in qualità di educatore)".

La sintesi dei fatti 

L’ordinanza è stata emessa dal gip su richiesta della procura della Repubblica di Tivoli all’esito di complesse indagini svolte dalla sostituta procuratrice del gruppo della procura specializzato nel contrasto alla violenza di genere in meno di due mesi (notizia di reato del 23 marzo) per la gravità dei fatti emersi e per consentire un rapido intervento a tutela delle vittime. L’uomo è gravemente indiziato del delitto di violenza sessuale ai danni di quattro minorenni, violenze avvenute in diverse circostanze e in diversi luoghi.

Regali in cambio del silenzio delle vittime 

Risulta dall’ordinanza adottata dal giudice che l’uomo, già insegnante di religione e vice dirigente scolastico presso un istituto superiore di scuola del circondario, con diversi incarichi sia all’interno della struttura ecclesiale, sia nell’ambito di un’associazione religiosa che si occupa di minorenni, realizzava le violenze di cui è gravemente indiziato anche utilizzando il rapporto di empatia che creava con i minorenni, acquisendo la fiducia delle famiglie che frequentava come un intimo amico, dimostrandosi prodigo e generoso. Si legge nell’ordinanza cautelare: “XX era un uomo impossibile da odiare, un secondo padre, una persona conosciuta e ben voluta da tutti, capace di comprare il silenzio delle vittime con regali costosi, ma anche con l’ascolto, con la comprensione, con parole adatte a consolare dalle angosce dell’adolescenza”.

Le denunce delle vittime 

Le vittime, abusate in contesti indipendenti, hanno fornito descrizioni analoghe su quanto accaduto, in epoche e luoghi diversi, anche in campi scuola tenuti dall’associazione religiosa nella quale l’indagato ricopriva un incarico apicale. Anche i ruoli svolti in ambito ecclesiale e l’insegnamento della religione hanno agevolato la commissione dei reati contestati. La revoca di tutti gli incarichi, non nota all’Autorità giudiziaria, non ha impedito all’indagato di divenire educatore presso una casa famiglia della Capitale che accoglie minori in stato di difficoltà, dove è stato contestato un’ulteriore episodio di violenza per cui è stata emessa la misura cautelare.

Clima omertà simile a mafia 

“Il clima di omertà ambientale è molto simile a quello mafioso. I genitori non vogliono accettare la violenza che può avere patito il loro figlio, cercano di coprire, nascondere e non credono al minore. Spesso si rivolgono all’autorità religiosa che tende a tenere la vicenda al suo interno. Uno dei ragazzi, infatti, dice: ‘io non denuncerò mai perché non mi crederanno mai e tutto questo non porterà a niente’. Questo è quello che pensano i nostri ragazzi”. Le parole del procuratore di Tivoli, Francesco Menditto, nel corso della conferenza stampa in procura dopo l’arresto dell'insegnante di religione accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di quattro minorenni. "Bisogna credere a loro e avere fiducia quando denunciano e i genitori devono immediatamente rivolgersi all’autorità statale. Molti genitori si confidano solo con l’autorità religiosa. Chi non denuncia deve sapere che avrà sulla coscienza eventuali ulteriori violenze ai danni di altri bambini. Non vogliamo fare processi morali ma se avessimo subito avuto tutte le carte dall’autorità religiosa lo avremmo fermato prima”. 

Le esigenze cautelari 

Come si legge nell’esigenze cautelari descritte nell'ordinanza della procura di Tivoli "sussistono, poi, alla luce di quanto esposto, esigenze cautelari, che fanno ritenere concreto ed attuale il pericolo di reiterazione delle medesime condotte criminose, evidenziate, in particolare, dalle specifiche modalità e circostanze del fatto, che, nel caso di specie, consentono anche di apprezzare la personalità dell'indagato". 

Affidati al professore dai familiari 

L'indagato ha reiteratamente posto in essere atti di violenza sessuale nei confronti di soggetti minorenni, a lui affidati dai familiari in virtù del rapporto di fiducia instaurato negli anni o in relazione alla sua qualità di educatore. Egli non ha avuto scrupoli nell'approfittarsi della fiducia in lui riposta, ignorando completamente le gravi ricadute del suo agire nei confronti dei minori, approfittando della loro giovane e complicata età, della loro inesperienza, consapevole che l'acquisto di doni, il tempo loro dedicato, lo svago, le continue elargizioni economiche, unitamente al supporto offerto ai loro familiari, gli avrebbe consentito di ottenere il loro silenzio; la reiterazione delle condotte nel tempo è inoltre sintomatica della totale incapacità di contenere gli impulsi anche a dispetto delle possibili conseguenze dei suoi comportamenti sullo stato psico-fisico delle vittime; si tratta di circostanze che lumeggiano la personalità dell'indagato e ne connotano negativamente l'indole, ad onta dello stato di incensuratezza e dell'assenza di carichi pendenti, inducendo a ritenere concreto ed attuale il pericolo che il medesimo reiteri condotte analoghe a quelle per cui si procede".

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"Si ritiene, al riguardo, che solo una misura detentiva possa, nella specie, far fronte alle esigenze cautelari di cui sopra, determinando la recisione di tutti quei legami e rapporti nell'ambito dei quali sono maturate (e potranno ripetersi anche nei confronti di altri soggetti) le condotte oggetto del presente procedimento; quanto alla scelta della misura, ritiene questo giudice che vi sono in atti elementi che consentano di confidare in atteggiamenti collaborativi e/o resipiscenti da parte dell'indagato, consapevole — in virtù delle attività di perquisizione effettuate nei suoi confronti — dell'esistenza del procedimento a suo carico; sotto altro profilo tali attività di PG — unitamente agli operati sequestri dei dispositivi in suo uso — consentono di escludere che egli possa cancellare o comunque eliminare elementi utili all'indagine in corso; può pertanto ritenersi che la misura degli arresti domiciliari, con le prescrizioni del divieto di comunicazione con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono (al fine di escludere la possibilità che egli possa mettersi in contatto con le persone offese, influenzandone eventuali futuri apporti dichiarativi) e con l'applicazione del dispositivo elettronico di controllo, sia misura adeguata all'entità dei fatti e alla sanzione irrogabile all'esito del giudizio certamente superiore a tre anni che, pertanto, non potrà essere condizionalmente sospesa”.

Il vescovo di Tivoli 

Un arresto in relazione al quale è poi arrivata la nota del vescovo di Tivoli, monsignor Mauro Parmeggiani che “appena appresa la notizia di un presunto abuso presso il Consultorio diocesano, di cui” il prof arrestato “è presidente, è stata inviata immediata segnalazione all’autorità di pubblica sicurezza”. “Ricevuta la denuncia in sede canonica da parte dei genitori della presunta vittima, constatato il ‘fumus delicti’”, il vescovo “ha immediatamente revocato l’idoneità all’insegnamento della religione cattolica al docente e da allora lo stesso non ricopre più alcun incarico pastorale nella diocesi”. Il vescovo esprime il suo “dolore e quello della Chiesa locale, insieme alla vicinanza e intima sofferenza verso coloro che soffrono in questo frangente”.

Possibili altri casi 

Intanto le indagini proseguono e, come sottolineato dal procuratore, “chiunque ritenga di avere informazioni utili, potrà prendere contatti col personale del Commissariato Polizia di Stato di Tivoli, particolarmente impegnato nel perseguire i delitti come quello in esame, al numero 0774319482”.

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