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Processo Cucchi, carabiniere: "Intimorito dalle contestazioni. Il superiore aveva tono inquisitorio"

A riferirlo Francesco Di Sano, uno degli otto carabinieri a processo per i presunti depistaggi seguiti alla morte di Stefano Cucchi

"Il tono usato dal maggiore Soligo" sulle annotazioni richieste e che erano state redatte "da me e dal collega Colicchio era inquisitorio. Ci disse esplicitamente che non andavano bene e dovevano essere cambiate".

A riferirlo Francesco Di Sano, uno degli otto carabinieri a processo per i presunti depistaggi seguiti alla morte di Stefano Cucchi, rispondendo oggi in aula alle domande del pm Giovanni Musarò. Di Sano all'epoca dei fatti era in servizio a Tor Sapienza, una delle stazioni dove Cucchi fu trattenuto nella camera di sicurezza e' accusato di falso.

"Quella mattina ho avuto modo di vedere Cucchi per pochi minuti e in quel frangente - ha detto Di Sano nell'aula bunker di Rebibbia dove si svolge il processo - notai arrossamenti sotto agli occhi e che aveva il viso un po' gonfio ma non vidi lividi che mi potevano far pensare a un pugno. Era molto magro, mi fece impressione, camminava a fatica, trascinava i piedi. L'unica cosa che mi disse e' che aveva freddo. A me Cucchi non diede problemi, era stato uno detenuti piu' tranquilli che ho vigilato. Non volli mettergli le manette per quello che avevo visto e perche' era stato tranquillo".

L'annotazione "mi venne chiesta il 26 ottobre 2009 tramite il mio comandante Colombo Labriola dal maggiore Soligo" allora comandante della compagnia Roma Montesacro e ora anche lui a processo.

"La mia preoccupazione - ha spiegato Di Sano - era l'aspetto disciplinare e non penale. Quello che volevo far capire nell'annotazione era che Cucchi stava male e che non c'erano state mancanze da parte mia. Non scrissi nell'annotazione al dettaglio dell'arrossamento sotto agli occhi e del viso gonfio".

"Io mi sono sentito intimorito dalle contestazioni - ha ribadito - Chiesi anche se era possibile fare un'integrazione invece di modificare l'annotazione originale. Nonostante quello che gli dicevo, Soligo rimaneva sulle sue posizioni, che le relazioni andavano cambiate". Leggendo la seconda versione "seppur velocemente secondo me si percepiva comunque che Cucchi stava male e la firmai".

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