O' Principe di Tor Bella Monaca, spaccio h24 e vita in stile Gomorra: così la palazzina è diventata il suo fortino

Lo spaccio in piazza avveniva nell'area del quartiere Tor Bella Monaca con al centro la palazzina L del civico 64 di Via dell'Archeologia con un sistema di vedette e nascondigli della sostanza

Lusso, atteggiamenti da boss, un tatuaggio speciale raffigurante una delle 'torri' di Tor Bella Monaca e un carisma che lo hanno fatto diventare, seppur giovanissimo, capo di una delle piazze di spaccio più importanti di via dell'Archeologia. Vincenzo Nastasi, capo dell'organizzazione dedita allo spaccio di cocaina a Tor Bella Monaca, smantellata dai carabinieri con un blitz che ha portato a 20 arresti, aveva messo in piedi una organizzazione criminale capace di guadagnare 200 mila euro al mese.

Incassi che gli hanno consentito, nel tempo, di affermarsi come uno dei criminali più in vista dell'intero quartiere, anche grazie alla conduzione di uno stile di vita assolutamente appariscente condito da episodi di cui Nastasi si è reso protagonista che hanno destato risonanza nell'intero quadrante di Roma est. 

La piazza di spaccio del Principe di Tor Bella Monaca

Nastasi, 29enne dal curriculum criminale variegato, ben presto ha così lasciato il soprannome di Bambo (come solo qualcuno può ancora chiamarlo così) per abbracciare quello di 'O' Principe', come uno dei personaggi di Gomorra.

Il gruppo che aveva messo in piedi, e decapitato dai carabinieri, era "una struttura stabile ed efficiente" che poteva "assicurare il rifornimento di cocaina h24 ai consumatori, di ogni possibile provenienza, con elevatissimo volume di affari e consistenti profitti", scrive il gip di Roma Cinzia Parasporo nell'ordinanza di custodia cautelare.

Lo spaccio in piazza avveniva nell'area del quartiere con al centro la palazzina L del civico 64 di via dell'Archeologia - si legge - "con un sistema di vedette e nascondigli per la sostanza".

L'ascesa del Principe Vincenzo Nastasi

Ma come è arrivato all'apice 'O' Principe'? L'episodio chiave, secondo un collaboratore di giustizia, risale al 2016. Fu allora che il Principe, con un documento falso, riuscì ad ottenere un colloquio in carcere con Luigi Leoniello, ossia il vecchio "proprietario", della piazza di spaccio. Tra i due, come documentato, c'è un rapporto strettissimo. Non è chiaro cosa si siano detti, ma è un fatto la conseguenza: da lì in poi l'impero del Principe ha preso forma. 

E, anche se questa non è una fiaba, accanto al Principe, a sostenerlo, c'era la sua principessa. La compagna che, seppur incensurata, aveva un ruolo rilevante: gestiva il denaro, tanto che qualcuno la chiamava 'Donna Imma', riferendosi (anche in questo caso) al personaggio di Gomorra, moglie di Pietro Savastano, boss di Scampia (nella fiction). Loro, insieme agli altri 18 arresti, gestivano quella piazza di via dell'Archeologia capace di produrre 15mila euro al giorno che diventavano 20mila nei fine settimana.

Il fortino del civico 64 di via dell'Archeologia

Come quartier generale, neanche a dirlo, una casa occupata in quella palazzina dove di appartamenti, complessivamente, ce ne sono 38. E tutti del Comune di Roma. Un edificio divenuto però nel corso del tempo una roccaforte, con una posizione strategica invidiabile. Infatti la scala L del civico 64 si affaccia direttamente sulla strada principale ed è facilmente raggiungibile dagli acquirenti che possono agevolmente parcheggiare le rispettive auto in strada o nei parcheggi presenti nella parte antistante la palazzina; oppure avvalersi degli autobus che transitano lì.

"Lo sanno tutti che il 64 è mio", il mantra del Principe. Un fortino così "suo" che ha voluto tatuarselo. Un disegno sulla pelle che racconta il suo mondo: una delle 'torri' con il numero 64, in basso un pusher che cede una dose e dall'alto una vedetta a sorvegliare il territorio.

Un tatuaggio che il Principe mostra fiero, come se volesse pubblicizzare così la sua piazza. Qui, in una casa con un ambiente molto sfarzoso, sono stati rinvenuti circa 30mila euro in contanti.

E che lui fosse il capo, lo sapevano davvero tutti. Gestiva turni, mansioni, compiti e la determinazione di compensi proporzionali al rischio assunto (stipendi più alti per i pusher rispetto a quelli per le vedette). Ma non solo, perché se non si rispettavano gli ordini dati era prevista anche la 'decurtazione salariale' per sanzionare eventuali errori o il 'licenziamento immediato'.

Il video del blitz in via dell'Archeologia

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Compleanno con cantante neomelodico e foto su Fb

Il Principe Vincenzo Nastasi, di guai con la legge, nel corso degli anni ne ha avuti diversi. Nonostante la giovane età ha conosciuto il carcere, la sorveglianza speciale, il braccialetto elettronico e i domiciliari (evasi in più di una occasione). Ma poco gli importava. A certificare la non curanza delle regole un episodio, quello del 7 agosto 2017, giorno del suo 27enne.

Arrestato nel 2017 e condannato a 9 mesi di carcere, il giorno del suo compleanno, "benché ristretto in regime di arresti domiciliari con divieto di comunicare con persone diverse dai coabitanti - si legge nell'ordinanza firmata dal gip Parasporo - organizzava addirittura una festa, invitando (oltre a numerosi pregiudicati del quartiere) un cantante neomelodico, pubblicandone perfino le fotografie su Facebook".

Tra le immagini spicca quella della iconica torta di compleanno "rappresentativa del ruolo nell'ambito locale e della capacità criminale", - scrive il gip - con la scritta 'o Principe', una pistola (finta), la 'torri', e una serie di banconote di grosso taglio da 500, 100 e 50 euro.

Lite tra pusher e moglie: il video dell'intercettazione

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