Cronaca Primavalle

Primavalle: il dna sulla 41enne non sarebbe quello di Racz

Le indiscrezioni sugli esami genetici per lo stupro di via Andersen scagionerebbero il 36enne romeno “faccia da pugile”. Le uniche tracce sulla vittima sono quelle di un egiziano con cui ha avuto un rapporto consenziente

Per fare una battuta che sdrammatizzi si potrebbe dire che si tratta di un'indagine geneticamente maledetta. Tornando seri, una nuova accusa potrebbe sfumare per Karol Racz, con la conseguente sua prossima scarcerazione. Parliamo dello stupro di Primavalle, per il quale il 36enne romeno faccia da pugile è rimasto in carcere nonostante sia stato scarcerato per quello della Caffarella

Secondo le prime indiscrezioni sugli esami effettuati per lo stupro di via Andersen, il dna sin qui estratto dalle tracce biologiche repertate sul corpo della vittima dello stupro di Primavalle non sarebbe quello di Karol Racz.

Le uniche tracce trovate sarebbero quelle di un cittadino egiziano con cui la 41enne vittima dello stupro del 21 gennaio ha dichiarato di aver avuto un rapporto sessuale consenziente la mattina prima dello stupro.

La prova del dna andrebbe ad aggiungersi all'alibi fornito da Racz (“ero al campo”, ha detto ndr), corroborato dalla testimonianza a suo favore di alcuni testimoni.

Restano contro “faccia da pugile” il riconoscimento della vittima. Un riconoscimento mitigato da condizionali confermano gli inquirenti, ma che porta con sé anche lo svenimento della vittima al solo vedere la faccia di Racz in sede di incidente probatorio.

Il 36enne corrisponde alla descrizione fornita dalla vittima anche per quel che riguarda gli incisivi mancanti.

Ieri Karol Racz ha ribadito anche al console romeno che gli ha reso visita la sua innocenza, sottolineando di non capire ancora come sia stato possibile “finire in mezzo a questa storia”.
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