Priebke, Albano resiste e caccia il boia: scontri dopo i funerali annullati

Undici ore di polemiche, proteste, scontri, assalti alla bara e raduni neofascisti falliti: la giornata di Albano dall'arrivo della notizia alla fuga del feretro del gerarca delle SS

Albano Laziale ricorderà a lungo il 15 ottobre 2013. Undici ore di passione condensabili in una parola, resistenza. Undici ore vissute in un'andirivieni di notizie, di polemiche, proteste, scontri, cori e poi di nuovo scontri. Undici ore al termine delle quali il feretro di Priebke ha lasciato Albano, segnando la vittoria, se così possiamo chiamarla, di quei cittadini che sin dal primo pomeriggio si erano radunati davanti all'Istituto San Pio X.

LA NOTIZIA - Sono le 14.30 quando arriva la notizia che il rito funebre si terrà in forma privata nell'Istituto San Pio X ad Albano Laziale, che appartiene ai Lefebvriani, i padri ultraconservatori. La voce fa il giro del paese ed il protagonista diventa il sindaco di Albano, Nicola Marini. Poco prima delle 16 dichiara: "Stiamo valutando come non far svolgere i funerali di Priebke qui nel nostro comune. E' una ferita lacerante. Sicuramente non consentiremo la tumulazione". Pochi minuti e il paese scende in strada. E' la presenza di uno striscione a segnare il no di Albano: "Priebke Boia" e il coro "lo portino alla discarica" accompagnano il botta e risposta tra il sindaco Marini e il prefetto Pecoraro. Il primo annuncia l'ordinanza per vietare il corteo. Il secondo l'annulla, imponendo il rito ad Albano.

L'ARRIVO DEL FERETRO - Nel frattempo dal Policlinico Gemelli il feretro di Priebke è partito e la notizia arriva ad Albano dove sempre più persone si accalcano davanti al convento. Il primo momento caldo si ha tra le 17.00 e le 17.30. Prima la folla tenta di aggredire un prete lefebvriano, che tra urla e spintoni entra nella Chiesa protetto dalle forze dell'ordine. Poi arriva il carro funebre con la salma di Priebke che viene presa a calci e pugni dai manifestanti e che a stento entra in chiesa. Un vero e proprio assedio condito dalle urla 'assassini' e 'boia'. Nel parapiglia una donna ha un malore e sviene. ASSALTO ALLA BARA: GUARDA IL VIDEO

"BOIA CHI MOLLA" VS "BELLA CIAO" - Gli agenti in tenuta antisommossa intanto dividono i manifestanti dai gruppi di estrema destra che fanno il saluto fascista e gridano 'boia chi molla'. Tra i presenti il leader di Militia, Maurizio Boccacci, e militanti dell'organizzazione.  La Prefettura di Roma chiarisce che sono stati i familiari di Priebke a chiedere il funerale religioso e che gli unici a rendersi disponibili sono stati i sacerdoti lefebvriani di Albano Laziale. Ma per l'Associazione partigiani della capitale si tratta di una decisione inaccettabile.

IL RITO ANNULLATO - Nel frattempo all'interno del convento San Pio X si consuma un'altra farsa. Sono le 19.50 quando trapela la notizia dell'annullamento del rito. In sostanza il funerale era diventato pubblico. Erano entrati nella struttura 5 estremisti di destra, tra cui Boccacci, leader di Militia. La cerimonia non era più privata, ma pubblica e diventata quindi non autorizzata. Il prefetto la stoppa, caccia i neofascisti. Il rito può riprendere. Ma a quel punto sono gli intimi di Priebke a bloccare tutto: questo funerale non s'ha da celebra arrparamenti.

GLI SCONTRI - La notizia arriva all'esterno accompagnata dall'ipotesi che la salma resterà ad Albano tutta la notte. Sono le 21.12 quando l'avvocato Giachini, deus ex machina della vicenda, dice di aver rimesso il suo mandato e di non aver autorizzato lui il rito "perchè . mancavano i familiari e gli amici più stretti". Dieci minuti dopo inizia prima un lancio di oggetti, poi un parapiglia. Viene forzato un cordone della polizia e i manifestanti vengono a contatto. Pochi minuti e torna calma. La polizia ferma due persone.

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IL NODO DELLA SALMA - Il presidio non si scioglie. La salma non deve restare ad Albano. Il sindaco Marini tratta, il prefetto cerca una soluzione. E' mezzanotte quando la polizia inizia a schierarsi prima e ad aprire un corridoio poi. Qualcosa si muove. Non è chiaro se dovrà uscire la salma o qualcuno presente al rito poi annullato. La piazza è iN subbuglio protesta. Prima i cori, poi i lanci di oggetti. A mezzanotte e quaranta un camion della polizia esce con la bara. L'accompagna un fitto lancio di bottiglie prima e i fumogeni poi. Esplode una bomba carta. Ancora scontri, parapiglia, fermi, ma Albano ha vinto. Priebke e il suo fantasma scappano per le campagne romane, per approdare poi a Pratica di Mare. La sua salma prenderà il volo. Dove atterrerà, questo non si sa.

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