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Cronaca Prima Porta / Via Tiberina

Tiberina: blocchi, catene e presidi per dire ‘No discarica a Pian dell’Olmo”

Continua la battaglia di comitati e cittadini che da stanotte hanno bloccato la via consolare per impedire l'arrivo dei rifiuti a Roma nord. In mattinata denunciata una manifestante anonimamente per atti sovversivi: "Alzeremo il livello della battaglia"

Come il Gioco dell’Oca. Ripartiamo dall’inizio. Con questa frase una delle manifestanti che da stanotte ha bloccato la via Tiberina riassume lo stato d’animo dei cittadini che si sono incatenati all’altezza di via Pian dell’Olmo, unico accesso al Poligono di Tiro in attività, che Goffredo Sottile ha indicato come sito idoneo ad accogliere temporaneamente i rifiuti della città di Roma. “Una mazzata furibonda - le parole di Bruno Ghetti, residente a 100 metri dal possibile sito e da stamattina incatenato all’ingresso del Poligono -. Il tufo assorbe acqua come una spugna e qui c’è l’acqua sotto il tufo. E’ pazzia pura. Siamo un Paese in coma da mesi e adesso ci vogliono uccidere. Io vivo qui da 69 anni e vorrei morirci senza immondizia sotto il naso”.

ATTI SOVVERSIVI - Presidio di via Tiberina animato stamattina da una denuncia anonima nei confronti di Elisabetta Profeta, segnalata alle forze dell’ordine come detentrice di armi in casa con una possibile accusa di atti sovversivi. Intimidazione che non ha portato ad un nulla di fatto con Elisabetta Profeta accolta tra gli applausi dei suoi compagni di battaglia una volta tornata al presidio di via Tiberina: “Quello che è importante è questa battaglia, non ha senso stare a perdere tempo dietro stupidaggini. Io ho solo un obiettivo: No Discarica”. Elisabetta Profeta che spiega quanto accaduto: “Sono arrivati i carabinieri ed hanno fatto una perquisizione perché mi hanno fatto una denuncia per possesso di armi in quanto terrorista. Mi ha chiamato mio marito, addirittura gli avevano detto che ero stata vista uscire dalla finestra mentre io stavo qui da stanotte. Hanno fatto una perquisizione e non hanno trovato nulla. Ovviamente vado avanti con la protesta, sono rimasta stupita da quanto accaduto. La denuncia è stata fatta alla Digos. Mi hanno portato in caserma per capire facendomi delle domande e dicendomi che adesso queste cose capitano, soprattutto dopo l’attentato di Brindisi. Non mi hanno trovato nulla e non mi hanno fatto nulla altrimenti non starei qui. L’importante ed essere accanto agli altri e continuare la lotta sicuramente”.

Tiberina: la voce della protesta

NESSUNA RESA - Denuncia ad Elisabetta Profeta che non ha fatto fare un passo indietro a nessuno, rinfrancando la battaglia dei manifestanti, come nel caso di Lea Di Pietrantonio, nata e cresciuta a Riano: “Quanto accaduto ad Elisabetta è un colpo per tutti noi. Vogliono farci passare per sovversivi ma non la spunteranno. Stanotte la signora Polverni ed il suo staff hanno dormito in un fresco letto mentre noi abbiamo vegliato davanti ad un fuoco sulla via Tiberina grazie a loro. Ma non siamo stanchi, rimarremo qui fino a morire. Lottiamo da un anno come tanti cittadini, non vogliamo che ci passino sopra la testa queste regole assurde. Le istituzioni dovrebbero dare ai cittadini un esempio di legalità. Sta vincendo la politica da quattro soldi di signori che fanno i conti solo con i loro interessi non certo i nostri”. Amareggiato anche Roberto Marzano che con una metafora amara prosegue: “Il futuro di mio figlio ad oggi è stato violentato perchè è stato ipotecato”.

mappapiandellolmo-250 ANNI SOTTO L’IMMONDIZIA - Manifestanti di ogni età e grado sociale che hanno scelto Riano come luogo tranquillo dove poter costruire i loro sogno come nel caso della proprietaria del Ristorante il Grottino, posizionato tra i siti di Quadro Alto e Pian dell’Olmo: “Questo ristorante esiste da 50 anni. Abbiamo cominciato da niente, prendendo l’acqua alle fontane e ci troviamo da un giorno all’altro con una discarica. Un giardino all’aperto con la puzza della discarica ed i gabbiani la gente non viene più. Siamo tre famiglie e la nostra vita è tutta qui”.

COMUNE DI RIANO - Incatenata su via Tiberina anche Cristina Venti, consigliera Pdc di maggioranza al Comune di Riano: “Abbiamo appena iniziato ed il livello della battaglia si alzerà ulteriormente ma sempre in maniera civile, come da quando hanno cominciato a prenderci in giro con Quadro Alto. Ieri i 17 sindaci della Valle del Tevere erano qui e giovedì andranno a colloquio con Monti. Siamo qui per ridabire il nostro dirtitto all’Art. 32 della Costituzione che sancisce la tutela della salute pubblica, l’arroganza di questo potere ci lascia sconcertati”.

COMITATI RIFIUTI ZERO - Ad appoggiare la protesta anche il Comitato Rifiuti Zero Corcolle: “A Corcolle abbiamo vinto una battaglia non la guerra, ci sentiremo appagati quando arriveremo ai Rifiuti Zero perchè è una cosa possibile - spiega Simonetta Quintiliano -. Quanto accaduto con Pian dell’Olmo non ce l’aspettavamo. Accompagneremo questa lotta per cercare di vincere un’altra battaglia”. In presidio anche la Rete Zero Waste Lazio: “Oggi si prosegue una battaglia che non è mai finita da oltre un anno - le parole di Melania Tommolillo -. Siamo con le nostre idee per cercare di richiamare le normative italiane del 2003. Vogliamo fidarci delle Autorità ma non abbiamo l’anello al naso. Sono finiti i giochi in cui crediamo ai politicanti e alle istituzioni perchè anche Clini, purtroppo, è stato una delusione. A questo punto mi chiedo: il potere chi lo ha le lobby economiche o le istituzioni?

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