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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca Garbatella / Via del Porto Fluviale

Ponte di Ferro, l'incendio non è stato doloso: le due ipotesi al vaglio di chi indaga

Sul caso indagano i carabinieri del Nucleo Investigativo che non hanno rilevato tracce da innesco che facciano pensare a un'origine dolosa dell'incendio

La pista del corto circuito elettrico è quella più accreditata. L'altra, quella che a generare il rogo sia stata una fiammata di un fornelletto del sottostante insediamento di fortuna, non viene però ancora scartata. Ciò che è certo, almeno in questa prima fase di indagine, è che l'incendio che ha avvolto il Ponte di Ferro, compromettendo la struttura, non è stato doloso, bensì accidentale.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e quelli della stazione di Porte Portese, indagano e attendono nelle prossime ore la relazione dei vigili del fuoco che, nella notte di sabato, hanno spento quell'incendio che ha "illuminato" Roma sud e causato un blackout tanto da costringere 130 famiglie a restare senza luce e gas per ore. 

Le indagini per capire cosa sia accaduto al Ponte dell'Industria (suo nome originale), che collega Marconi, Trastevere e Ostiense al centro di Roma seguono due piste che escludono l'atto doloso e premeditato, o un "complotto" che ha tenuto banco nelle ore che hanno accompagnato la prima giornata di chiamata alle urne nella Capitale.

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Il rogo è partito da un insediamento abusivo?

Sicuramente, in un caso o nell'altro, le fiamme sono state alimentate dalla vegetazione secca che ha favorito la propagazione del fuoco e dai rifiuti sottostanti al Ponte, da anni uno dei tanti insediamenti di fortuna "storici" in città. I pompieri, dopo aver spento il fuoco e bonificato l'area, hanno effettuato una serie di sopralluoghi per la messa in sicurezza della struttura nella parte superiore della struttura, di ciò che ne rimane.

I carabinieri, invece, si sono concentrati sull'insediamento abusivo sotto al Ponte di Ferro. È possibile immaginare che un fornelletto possa aver incendiato le sterpaglie con il fuoco che si è propagato verso l'alto. Al momento, però, negli accampamenti di fortuna non sono state trovate tracce. Nessuna persona era nei paraggi. Bisognerà però chiarire se alcune cianfrusaglie trovate bruciate nella parte sottostante al ponte fossero rimaste lì abbandonate da tempo o se nell'insediamento c'era qualcuno che poi è fuggito. Qualcuno si voleva preparate la cena e visto l'incendio è scappato?

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La pista del corto circuito che ha dato il là al rogo

L'altra pista, quella su cui si concentra la relazione dei vigili del fuoco, riguarda un eventuale corto circuito elettrico che potrebbe aver interessato proprio i cavi nella passerella del Ponte di Ferro. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe l'ipotesi più accreditata, ma chi indaga non si sbilancia ancora. La dinamica, in questo caso, racconterebbe del rogo innescato sopra e alimentato dalle sterpaglie e dai rifiuti della baraccopoli abusiva.

"Quando siamo arrivati sul posto, quattro minuti dopo la chiamata alla sala operativa, le fiamme già avvolgevano il ponte. Provavamo a domare il fuoco ma a contatto con l'acqua le tubature esplodevano. Per questo lo spegnimento vero e proprio è potuto iniziare concretamente solo dopo che è arrivato il segnale di disalimentazioni delle linee elettriche che passavano sul ponte secondario", ha raccontato all'Adnkronos uno dei vigili del fuoco intervenuti. L'area, sia quella del ponte che quella dell'insediamento, è stata sequestrata. 

L'ipotesi della fuga di gas esclusa

Tra le certezze emerse fino ad ora, inoltre, c'è quella che scansa la fuga di gas: Italgas non ha rilevato perdite. "Dalle verifiche condotte già nelle prime ore della mattinata, le condotte del gas che corrono lungo il ponte di ferro all’Ostiense, prontamente isolate chiudendo le valvole a monte e a valle, non hanno subito danni dall’incendio né lo hanno alimentato. Il servizio di distribuzione del gas nella zona prosegue regolarmente e non ha subìto interruzioni. L’esiguità dei consumi di queste ore consente per il momento di poter fare a meno dell’apporto di gas proveniente dalle condotte chiuse", ha spiegato la società.

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