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Rimborsi per spese di trasferta mai compiute, sospesi due poliziotti

Il gip Daniela Caramica D'Auria ha disposto il sequestro preventivo di circa 200mila euro

Attestavano falsamente di partecipare a missioni in realtà inesistenti e poi si facevano rimborsare le spese delle trasferte, in realtà mai avvenute e del tutto inventate. Per questo sono stati sospesi due poliziotti  accusati dalla procura di Roma di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale. A eseguire la misura interdittiva è stata la Digos su richiesta del gip Daniela Caramica D'Auria che ha anche disposto il sequestro preventivo di circa 200mila euro. 

I due poliziotti infatti sono indagati con altri tre colleghi: dal 2015 al 2018, è l'accusa, si sarebbero intascati circa 400mila euro scrivendo su "fogli di viaggio in bianco" le spese sostenute in missioni fuori sede del tutto inventate. A far scattare l'inchiesta sono state alcune verifiche da parte del Settore amministrativo della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno.

Nei loro confronti la Digos ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare interdittiva di “Sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio”, emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma, a carico di due appartenenti alla Polizia di Stato indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale.

Contestualmente, lo stesso GIP ha disposto il “sequestro preventivo” delle giacenze bancarie e dei relativi beni immobili e mobili registrati, riconducibili agli indagati.

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