Cronaca

Sicurezza, Lisiapp: "Ancora evasioni da parte di detenuti. Istituire subito elenco speciale di ricerca evasi"

Il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria chiede che venga istituito l'elenco dei ricercati evasi dalle strutture penitenziarie e da quelle ospedaliere

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

polizia-penitenziaria_2_originalMille firme per sollecitare il dicastero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il DAP per l’istituzione dell’elenco dei ricercati evasi dalle strutture penitenziarie e da quelle ospedaliere. La petizione è stata lanciata ufficialmente dalla segreteria generale del Lisiapp, il Libero Sindacato Appartenenti Polizia Penitenziaria (LISIAPP) . “Poiché le nostre istanze sono sempre rimaste inascoltate - spiega Mirko Manna, segretario generale e primo promotore della petizione popolare online - abbiamo deciso di intraprendere una raccolta firme online aperta a tutti tramite il portale web www.lisiapp.it per sollecitare l’istituzione di un elenco dei ricercati evasi che a tutt’oggi non esiste o almeno non è reso pubblico”.

Manna chiede che siano resi pubblici tramite i portali istituzionali della polizia penitenziaria e le schede dei ricercati evasi, anche alla luce di quanto accade per i latitanti pericolosi dove sul portale del Viminale è istituito uno speciale programma di ricerca volto alla sensibilizzazione della collettività e collaborazione con le forze di polizia. In tal senso sottolinea Luca Frongia, segretario generale aggiunto Lisiapp, "l’istituzione di questo elenco sarebbe un modo per stimolare la collaborazione della società civile con i corpi di polizia ed in particolare con la polizia penitenziaria nella ricerca degli evasi da strutture penitenziarie del paese e, come successo in queste ore dove è stata diffusa la notizia di un detenuto che si è allontanato dal nosocomio delle molinette nel torinese. In quest’ultima occasione si apprende dalle agenzie di stampa - continua Frongia - che il detenuto si era fatto ricoverare nel reparto ortopedico, e girava con la sedia a rotelle per questo sembrerebbe che non ci fosse attivo un servizio di piantonamento della polizia penitenziaria".

"Purtroppo la cosa che ci sconcerta di piu’ - afferma il segretario generale Manna - è che il fatto risale a due mese fa e solo da poche ore si è diffusa la notizia. Ormai viviamo nell’era digitale - conclude Manna - e riteniamo utile questo strumento di diffusione e pubblicazione dei ricercati evasi di qualsiasi entità criminale proprio per la sicurezza di tutti i cittadini e chiediamo a tutti di firmare e far sentire la propria voce".

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