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Cronaca

Policlinico Umberto I, dopo il raid dei 'no Green Pass' la Regione chiede presidi fissi negli ospedali

"L'altra sera all'Umberto I è accaduta una situazione di follia al Pronto soccorso", ha spiegato D'Amato a Radio24

Presidi fissi di polizia e carabinieri per sorvegliare cosa accade negli ospedali, per tutalare i pazienti e il personale sanitario e, soprattutto, evitare raid punitiviti come quello andato in scena nella notte tra sabato e domenica al Policlinico Umberto I dove era stato ricoverato uno dei partecipanti alla protesta contro il green pass, sfondando la porta di ingresso.

"Un attacco inaudito", lo ha etichettato l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato che oggi a Radio 24 è tornato sull'argomento sottolineando di voler chiedere "un incontro al Prefetto per aumentare i livelli di sicurezza negli ospedali e lì dove possibile avere anche delle postazioni fisse che nel corso del tempo sono stati dismesse".

Ospite di 'In primo piano', rispondendo alla domanda se dopo le violenze al Pronto Soccorso dell'Umberto I, D'Amato ha spiegato quanto sia necessario aumentare la sicurezza negli ospedali: "Devono essere un deterrente contro chi vuole compiere atti violenti", ha aggiunto. "L'altra sera all'Umberto I - ricorda - è accaduta una situazione di follia al Pronto soccorso, sarebbe stato così anche in presenza di una postazione fissa di polizia? Le persone erano agitate e violente. Immaginate se in quei momenti doveva essere preso in carico un infartuato, avrebbe rischiato la vita".

Il 'No Green Pass', un 50enne di Agrigento, era arrivato in ospedale senza la certificazione verde e non ha voluto fare il tampone obbligatorio, dando in escandescenza. Fabrizio d'Alba, direttore generale dell'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I, ha voluto omaggiare oggi il personale sanitario in turno durante quella notte: "Credo sia significativo sottolineare come anche nel momento di massima tensione, i nostri operatori sanitari non si siano in alcun modo fermati, proseguendo l'importante e fondamentale impegno di presa in carico dei cittadini. Un lavoro per il quale vengono formati in una delle Università più prestigiose, istituzione capace di trasmettere valori e conoscenze indispensabili anche in momenti di criticità".

Nel frattempo oggi è arrivata la vicinanza delle sigle sindacali per l'infermiera colpita addirittura da una bottigliata. "La notizia della collega aggredita ci lascia nello sgomento totale. Ci informano addirittura di un altro operatore sanitario aggredito e ferito. E poi gli assalti nella Capitale, con vere e proprie scene di guerriglia urbana, da parte di 'personaggi' che nulla hanno a che vedere con quella parte di popolazione che esprime il proprio civile dissenso al vaccino anti Covid", ha scritto Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up.

"Condanniamo fermamente la violenza esplosa in queste ultime ore contro gli operatori sanitari, che vanno difesi e tutelati, così come loro ogni giorno fanno con i cittadini e con la loro salute", scrive in una nota. Solidarietà arrivata anche dal segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri dell'Anaao Assomed del Lazio, Guido Coen Tirelli che esprime "la più ferma indignazione" e "solidarietà e vicinanza al direttore generale del policlinico Umberto I di Roma, ai colleghi e al personale sanitario tutto del Pronto soccorso dell'ospedale", nella speranza che "tali incresciosi episodi non debbano più verificarsi e, comunque, nella certezza che le autorità preposte sappiano arginare l'ondata di violenza abbattutasi sulla città di Roma".

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