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Caso Orlandi: striscioni e slogan dal Campidoglio a San Pietro

Si è conclusa da poco la marcia per le vie del centro cittadino. Appesa una gigantografia in Comune con la scritta 'Verità per Emanuela'. Il papa durante l'Angelus non nomina la ragazza, il fratello Pietro: "Bastava una parola di preghiera"

Una gigantografia esposta da una delle finestre del Campidoglio con la scritta 'Verità per Emanuela' e la foto della 15enne scomparsa nel 1983 ha dato il via questa mattina al corteo promosso per le vie del centro di Roma per ottenere 'Verità e giustizia' sul mistero della scomparsa della figlia del funzionario Vaticano. Organizzato da Pietro Orlandi, fratello della ragazza 'sparita' nel giugno di 29 anni fa, il corteo si è snodato per le vie del centro della Capitale sino a giungere in piazza San Pietro dove era in corso l'Angelus di papa Benedetto XVI. Da qui le polemiche per le mancate parole del Pontefice riguardo ad Emanuela Orlandi. Un corteo con in prima fila Pietro Orlandi che prima dell'arrivo in Vaticano si augurava: "Oggi andiamo a San Pietro nella speranza che Benedetto XVI durante l'Angelus possa unirsi a noi nella preghiera. Abbiamo più volte fatto appello al Papa affinché si facesse quello che si sta facendo ora, ovvero collaborare con la magistratura per cercare di arrivare quanto prima alla verità e non continuare con i silenzi ed i segreti. Emanuela è diventata un simbolo di tante persone a cui la giustizia è stata negata".

EMANUELA IN CAMPIDOGLIO - Un corteo cominciato con la gigantografia con la foto di Emanuela Orlandi e la scritta 'Verita' per Emanuela' appesa in piazza del Campidoglio da una finestra dei Musei capitolini. "In questa foto c'é il sorriso di tante altre persone a cui la malvagità umana ha negato la possibilità alla vita - il primo commento di Pietro Orlandi - oggi marceremo per la dignità di questo paese e per la credibilità della Chiesa". In piazza del Campidoglio il manifesto è stato srotolato alla presenza del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e dell'ex primo cittadino della Capitale Walter Veltroni.

POLEMICHE IN VATICANO - Esposta la gigantografia la partenza del corteo, ma in prossimità di via della Conciliazione i primi disguidi con la richiesta delle forze dell'ordine di non esporre foto e striscioni per Emanuela in piazza San Pietro. Bloccato inizialmente dopo alcuni minuti di trattativa il corteo è stato fatto passare con gli striscioni e le foto ed è arrivato in piazza San Pietro al grido di: "Emanuela, Emanuela!". "Non riesco a capire in che modo possa creare problemi una sua foto - è stato il commento di Pietro Orlandi - stiamo scherzando? Io la foto la porto in piazza perché Emanuela era una cittadina vaticana. E' una forma di rispetto nei suoi confronti". Comincia l'Angelus ed in piazza San Pietro si alza un coro, dopo alcuni minuti dall'inizio del discorso di Benedetto XVI. Quindi gli slogan al grido di 'verità' con i manifestanti ad alzare cartelli con la scritta 'doubleface' ed 'Emanuela Orlandi, verità e giustizia'. Angelus accolto dai manifestanti al grido di 'vergogna!' ripetuto più volte dalle decine di manifestanti, presenti in piazza il relazione allemancate parole del Pontefice in ricordo della ragazza. All'interno del colonnato, durante il discorso di Benedetto XVI, è stato gridato più volte il nome della ragazza vaticana scomparsa nel giugno del 1983. Nel cielo, tra gli applausi della folla, è volata anche una sua foto in bianco e nero appesa a palloncini bianchi.

MANCATE PAROLE - Una polemica proseguita anche al termine dell'Angelus come testimoniato dalle decine di amici e sostenitori della famiglia Orlandi: "Siamo arrivati qui da tutta Italia - ha commentato una signora - per sentire dalla bocca del Papa il nome di Emanuela, ma anche questa volta torniamo a casa delusi. C'é qualcosa che non va, e che intanto qui c'é una famiglia che soffre e un mistero che ancora non trova pace". "Benedetto XVI ha salutato di tutto e di più - le ha fatto eco una ragazza - addirittura gli sportivi che praticano il tiro con l'arco. Questo mi sembra davvero uno schiaffo per Emanuela Orlandi. Non il primo, e credo, neanche l'ultimo se si continuerà questo tipo di atteggiamento dal Vaticano". Delusione anche per Pietro Orlandi che ha risposto a chi gli chiedeva se si aspettasse una parola del Papa su sua sorella durante l'Angelus: "Forse si, ed è un peccato. Bastava una parola di preghiera". Fratello di Emanuela che ha atteso in piazza San Pietro, con gli occhi sempre puntati alla finestra, sperando che il Papa parlasse di sua sorella. "Non capisco perché non vogliono capire - ha aggiunto - credo che il Papa sia sempre più solo. Gli stanno facendo terra bruciata attorno e anche oggi gli avranno impedito di parlare di Emanuela".

MISTERO ITALIANO - Marcia che ha visto anche la partecipazione del presidente della Provincia Nicola Zingaretti che a margine della manifestazione in piazza del Campidoglio ha commentato: "L'Italia è un paese che amiamo ma non ci devono essere omissioni. La storia italiana è fatta di momenti straordinari ma anche di tanti punti interrogativi e quello di Emanuela Orlandi è uno di quei misteri inspiegabili. Quello di oggi è un modo per riunirci attorno a due parole rivoluzionarie, due pilastri fondamentali della convivenza civile: verità e giustizia. Verità - ha proseguito - perché è inaccettabile che in un paese come il nostro ci sia una serie così lunga di misteri e giustizia, perché quello che dà speranza e possibilità di vita alle persone è anche la percezione di vivere in una comunità dove c'é giustizia. Forse ora il modo di voltare pagina - ha concluso - è quello di avere piena fiducia, dopo tanti anni negli investigatori che con più serenità possono andare a fondo. Tutti facciano il proprio mestiere e ai cittadini ed istituzioni il compito di tenere accesi i riflettori. La voglia di indagare e trovare la verità deve essere supportata dalle coscienze popolari".


DE PEDIS AL VERANO- Caso Orlandi legato a doppio filo alla sepoltura di Enrico De Pedis: "Aspettiamo la fine delle analisi di Sant'Apollinare, ma io non ci ho mai creduto - le parole di Pietro Orlandi - . Spero che non si trovi nulla che possa essere collegato ad Emanuela E'  inquietante che in una basilica siano stati trovati resti di ossa di 30 anni fa". Caso De Pedis che ha visto anche l'annuncio del sindaco Gianni Alemanno: "Tra pochi giorni la salma sarà portata al Verano". Primo cittadino che ha poi proseguito: "Questa situazione di blocco che ormai si trascinava da tanti anni si è rotta. Così terminerà questa vergogna. Non è accettabile che in una chiesa di Roma sia sepolto il boss di una delle più feroci bande che ha colpito ed ha insanguinato la nostra città". Interpellato sul caso Orlandi ha quindi concluso: "La verità è il fondamento di tutto. E nessuno si può sottrarre davanti ad essa. Emanuela Orlandi per 29 anni ha atteso la verità. Oggi lei e la sua famiglia devono avere una risposta vera e profonda. Spesso le istituzioni tendono a mettere in secondo piano le grandi battaglie. E' compito allora delle famiglie quello di richiamarle al loro dovere. Da questa piazza deve partire un messaggio: verità. Credo che se ci impegniamo tutti, aldilà degli schieramenti politici, questa verità salterà fuori".

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