Cronaca Centro Storico / Piazza Navona

Dipingono volti in piazza Navona. Ma loro, i ritrattisti, che volto hanno?

Immortalano i passanti per 50 euro e si definiscono "veri artisti". Alcuni sono in piazza Navona da 20 anni, altri hanno fatto l'accademia, altri ancora hanno uno studio. Ecco il ritratto dei ritrattisti

Pittore ritrae bambini in piazza Navona

Professione: artisti. Guai a chiamarli commercianti o a paragonarli a semplici ambulanti. Quelle esposte sono le loro creazioni e per farle hanno studiato. Sono i pittori e ritrattisti di piazza Navona, quelli veri però, quelli "di qualità". In effetti l'aspetto non inganna: giusto l'arte può regalarci ancora baffi alla Dalì, pantaloni ascellari con tanto di bretelle e lunghe barbe bianche. C'è chi usa il colore, chi la matita, chi la carta, chi la tela.  Di mestiere dipingono volti, ma loro, i ritrattisti, che volto hanno?

“Sono qui dal 1984 e nella mia vita ho sempre fatto il pittore”. A parlare è Giovanni, sulla sessantina, romano di adozione ma abruzzese di origine, fa ritratti ai passanti per in media 50 euro a pezzo, ma solo d’estate. Tra novembre e marzo si rintana nella sua casa-studio dove dipinge soprattutto paesaggi. I suoi clienti preferiti? “Quelli che di arte ci capiscono qualcosa” che, ammette sconsolato, “sono davvero pochi”. Il primato, per Giovanni, va alla qualità. Alla richiesta di due fidanzatini di ritrarre una foto in cui portano gli occhiali da sole la risposta è secca: “Se non posso dipingere gli occhi l’opera perde troppo, non ha senso. E poi vi faccio scappare subito: verrebbero 250 euro”.

A quanto pare Giovanni può permettersi di lasciarsi sfuggire clienti. “Una volta - ci racconta - un tizio l’ho cacciato perché era pieno di tic in faccia. Era un pazzo completo, bianco come un cadavere, vestito che sembrava Giacomo Leopardi uscito dalla tomba. Si è seduto e mi ha detto ‘invece di 50 mila lire te ne do 100, se mi fai bello’, solo che non riusciva a stare fermo e l’ho dovuto mandare via”. A Giovanni piace piazza Navona, la vive quasi come “un’ accademia a cielo aperto”, se non fosse per qualche attrito con i vicini che, lui lo sa bene, “gli ronzano intorno per rubargli le idee”. Poi, a scombinare i piani ci sono i nemici, gli “artisti abusivi che spacciano volgari stampe per acquerelli, che manco hanno la licenza” e che, inevitabilmente, abbassano la qualità.



“Già, qui l’amministrazione  dovrebbe fare qualcosa, non è possibile lasciare la piazza in mano all’illegalità”. Gli fa eco Maurizio, anche lui pittore sulla sessantina che però, rispetto a Giovanni, è una matricola. “Ho ottenuto il permesso per stare qui nel 2002 quando anche ai titoli di studio è stato assegnato un punteggio”. Grazie, infatti, al diploma di liceo artistico, all’accademia e a due anni di corsi specifici Maurizio ha superato i colleghi in graduatoria e si è aggiudicato un posto accanto al Nettuno. I ritratti però li fa nel suo studio privato, “perché all’aperto è troppo scomodo”, mentre in piazza vende paesaggi e quadri astratti a circa 70 euro. A chi? “Agli intenditori, a chi sa apprezzare le cose belle che saranno anche pochi ma che quando comprano comprano bene”. Anche Maurizio dice la sua sugli abusivi e alimenta la polemica: “servirebbe una bella regolamentazione in questa piazza. E’ diventato un mercemonio”. Ma, tra un quadro e una polemica, gli aneddoti divertenti si sprecano e fanno ridere un pò tutti.

Alla domanda “il personaggio più strano che ricordate” Mario (nome di fantasia, ndr) irrompe: “Beh...la pazza che piscia sempre qui in mezzo”. No, non è una cliente, anche lei è una ritrattista, o almeno, lo era. “Da ragazza stava seduta qui su uno sgabello e dipingeva su un blocco di carta - ricorda Mario - già allora si vedeva che era strana. Portava minigonne che all’epoca non si vedevano tanto e che attiravano l’attenzione, soprattutto perché stava sempre seduta a gambe aperte. Poi piano piano è impazzita. Ora è vecchia e non dipinge più. Tutti in piazza la conoscono”. “Eh la conoscono sì - interviene accalorato Giovanni - se mette sempre in mezzo, piscia e fa ‘na puzza insopportabile”. Ma lui la soluzione l’ha trovata: “quando si avvicina gli spruzzo addosso questa bomboletta di lacca e se ne va”.

Tengono alta la bandiera dell’artista vecchio stampo e difendono a spada tratta la qualità del loro lavoro. A quanto pare anche l’amministrazione sembra venirgli incontro nella tutela  della tradizione e del valore artistico delle opere proposte. E’ fresca di approvazione infatti la delibera della giunta, proposta dall’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini, che regolamenta l’attività di pittori, ritrattisti e caricaturisti puntando sul decoro e sulla messa a norma. Per la legalità? Restrizione delle concessioni. Per la qualità? Iscrizione degli artisti a un albo municipale a cui accedere tramite prove d’esame e firma di autenticità per l’opera. Però niente più ombrelloni e regole ferree per l’esposizione e per l’occupazione del suolo: non più di 15 cornici in un’area massima di 2 metri per uno.  

 

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