Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Finocchio / Via di Fontana Candida, 211

Pirata della strada a Finocchio: il 17enne si costituisce a Treviso

Il giovane era in fuga dal pomeriggio di giovedì. Braccato dalle forze dell'ordine si è presentato spontaneamenta alla caserma dei carabinieri della città veneta

La sua fuga è durata 24 ore. Si è consegnato ai carabinieri di Treviso il pirata della strada che nella giornata di ieri ha investito e ucciso il 52enne Luciano Zarlenga su via di Fontana Candida dopo averlo travolto mentre si trovava a bordo della sua bicicletta ed essere fuggito senza aver prestato i primi soccorsi. Si è dunque chiuso il cerchio intorno al giovane di 17 anni che, braccato dagli investigatori, ha deciso di consegnarsi spontaneamente ai militari dell'Arma della caserma della città veneta. 

LE INDAGINI - Le indagini condotte dagli agenti del Gruppo Spe della Polizia Locale di Roma Capitale, diretti dal comandante Antonio Di Maggio, in sinergia con la polizia locale di Treviso, hanno infatti permesso, grazie anche ad attività tecniche disposte dal sostituto procuratore dottor Luigi Cipolla, di risalire all'identità del pirata della strada. Le ricerche si sono concluse nel pomeriggio di oggi con la costituzione spontanea del 17enne ai carabinieri. 

CACCIA AL PIRATA - Le ricerche del pirata della strada erano iniziate poco dopo le 16:00 di ieri quando il giovane, alla guida di una utlitaria di colore nero, ha travolto e ucciso il ciclista di Frascati, deceduto poco dopo lil violento impatto frontale fra la sua bici da corsa e la vettura, a causa dei gravi traumi riportati. Ad ucciderlo una vettura di colore nero, una Toyota Yaris secondo i primi testimoni, una Honda Jazz secondo altri, che si è poi data alla fuga senza prestare i primi soccorsi. 

AUTO PIRATA - Una vera e propria caccia al pirata della strada che dopo meno di tre ore ha visto gli agenti del Gruppo Spe della Polzia Locale di Roma Capitale rinvenire l'auto in un vigneto di via Olivarella, nella zona di Colonna-Torre Jacova. L'auto, una Honda Jazz, rinvenuta personalmente dal comandante Di Maggio, è poi risultata da subito essere quella dell'investimento, con parabrezza rotto e paraurti danneggiato in seguito all'incidente mortale. Del conducente non c'era però traccia. 

AUTO VENDUTA IL GIORNO PRIMA  Dalla targa i ' caschi bianchi ' sono però riusciti a risalire alla proprietaria delle vettura, una donna residente in via Mattè Trucco, a Nuova Ponte di Nona che, impaurita, una volta visti gli agenti davanti la porta di casa, non ha inizialmente aperto il portoncino. Sale la tensione. Un'opera di convincimento però la persuade a collaborare. L'auto non è più sua. Da poco l'ha venduta ad un uomo, titolare di una rivendita a Giugliano (in provincia di Napoli), intestatario secondo gli accertamenti di altri 500 veicoli. 

PRESTANOME - Si corre da lui, ma quest'ultimo si rivela solo un prestanome. L'Honda Jazz è in dotazione ad un giovane di etnia slava residente a Treviso ma domiciliato da parenti in zona Colle Mattia, nel VI Municipio delle Torri. Informazioni alle quali si è riusciti a risalire attraverso la rete di informatori che il gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale (Spe) ha nel tempo costruito tra i rom del territorio del VI Municipio.

NOTA DI RICERCA - Una vera e propria caccia all'uomo, che è proseguita tutta la notte con il comando della Polizia Locale di Roma Capitale che ha poi diramato questa mattina la foto segnaletica del ricercato, indicato inizialmente come un giovane di circa 30 anni, ma poi appurato essere un minorenne. Nel pomeriggio di oggi la fine delle ricerche con il 17enne che si è consegnato spontaneamente ai carabinieri della caserma di Treviso.

SPOSATO CON UN FIGLIO - Secondo quanto si apprende il giovane nato nel 1998, ha una moglie anch'essa minore con la quale ha avuto un figlio. La sua fuga è terminata dopo che il grosso spiegamento di forze sia della Polizia Locale di Roma e di quella di Treviso, avevano costantemente tenuto d'occhio tutti i siti legati al ricercato: parenti, amici e frequentazioni sia di Roma che dellla cittadina veneta. L'atto di costituirsi era stato preannunciato poco prima da alcuni parenti che si erano recati presso il gruppo di Sicurezza Pubblica Emergenziale, a Ponte di Nona.
 

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