Cronaca Centro Storico / Viale Gabriele D'Annunzio

Pincio: crolla il muro di Valadier ed è un nuvolone di polemiche

Giù alcuni metri del muro di contenimento su viale Gabriele D'Annunzio. Polemiche dell'opposizione contro il sindaco Alemanno. Il sovrintendente Broccoli: "Colpa del clima invernale"

Crollo muro Pincio in viale Gabriele d'Annunzio
La notizia del crollo del muro del Valadier al Pincio sta sollevando l'ennesimo polverone fatto di polemiche, foto ironiche e sfottò. Bersagli preferito, manco a dirlo, il sindaco Alemanno e insieme al sovraindente Broccoli si affanna in dichiarazioni che cercano di tranquillizzare i cittadini, scaricando le responsabilità sul clima o sull'impossibilità di accedere ai fondi per le restaurazioni per colpa delle restrizioni del patto di stabilità. 

"Il crollo è un segnale grave che dimostra che dobbiamo fare molti investimenti per il restauro del patrimonio artistico di Roma che non possiamo fare a causa dei vincoli del patto di stabilità: qui sono già stanziati un milione e 300 mila euro per il restauro della seconda parte del Pincio, fino a piazza del Popolo. Non possiamo utilizzare questi fondi a causa del blocco del patto di stabilità". Così il sindaco Alemanno che precisa che non ci vorranno più di 15 giorni per riparare il muro se verrà data una deroga al patto. Dello stesso parere il Sovraindente Broccoli che precisa che questo non può che essere uno stimolo in più per accellerare la partenza dei lavori. 
 
 
Se l'amministrazione capitolina se la prende con il patto di stabilità e il clima, l'opposizione attacca il sindaco: "L'odierno crollo al Pincio al muro del Valadier, e' la dimostrazione dell'incuria e della sottovalutazione che una precisa parte politica, la destra, ha sempre avuto nei confronti della principale risorsa economica del paese, la cultura. Dalle allucinanti parole dell'ex ministro Tremonti, 'con la cultura non si mangia', ai crolli il passo e' breve" Queste le parole di Armando Cirillo, responsabile turismo del Pd. "La difesa dei beni culturali e la loro valorizzazione - aggiunge Cirillo - dovrebbe essere una priorita', fosse solo per il ritorno economico che questi rappresentano sul piano turistico. Difendere e valorizzare il patrimonio artistico e ambientale puo' determinare importantissime ricadute sul piano occupazionale ed economico".
 
Le polemiche non si placano e dalle opposizioni si fa a gara a chi colpisce più forte l'amministrazione capitolina: "Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali di Roma, e' stato colpito dalla sindrome di Alemanno che vede nella calamita' naturale ogni giustificazione dei disastri dovuti alla sua incapacita' di gestire una citta' come Roma". Cosi' in una nota il senatore dell'Idv, Stefano Pedica. "Broccoli - continua Pedica - vede neve, pioggia e siccita' come la colpa del distaccamento del muro del Pincio e non pronuncia mai l'unica parola che manca nel suo vocabolario, 'manutenzione'. Una citta' che dovrebbe essere tutelata h24 da un'attenta manutenzione dei valori storici e fonte di patrimonio culturale che ha reso unica Roma nel mondo ha adottato una politica dell'abbandono da 5 anni oramai. Alemanno- conclude il senatore- dopo essere diventato il 'Pecos Bill' della sicurezza e il 'Tequila Bum Bum' della movida, ora si accinge a diventare 'er calcinaccio della cultura', e Broccoli gli fa da spalla". 
 
Anche Leonardo Ragozzino responsabile cultura di Sel area metropolitana di Roma indica nell'incapacità amministrativa la colpa del crollo. "Non si capisce perche' pur avendo rilevato in precedenza infiltrazioni e cedimenti, non sia stata attivata una procedura d'urgenza per il progetto dell'Ufficio citta' storica, dato che erano stati gia' completati a luglio i lavori di restauro per la parte relativa al Ninfeo. E' chiaro - conclude Ragozzino - che l' usura del tempo mette costantemente a repentaglio la tenuta dell'inestimabile patrimonio di Roma, ma se non si attua una politica conseguenziale di manutenzione costante, anche nei periodi festivi, diventano vani tutti i proclami che fanno della cultura e del turismo una insostituibile opportunita' di sviluppo economico sostenibile e duraturo negli anni della crisi". 
 
Manutenzione, restauri, caldo, freddo e patto di stabilità, insomma basta qualche mattone crollato per alzare un polverone che copre tutta l'Urbe. Intanto il muro diventa attrattiva per turisti che da piazza del Popolo salgono verso villa borghese: "E' piu' interessante il panorama che si vede dall'altro lato", spiega una ragazza toscana all'ansa, accompagnata dal fidanzato per trascorrere a Roma l'ultimo scampolo di vacanza estiva. Qualcuno scatta una foto, in questi casi, la curiosità è d'obbligo, ma diciamoci la verità, la vera attrattiva per i turisti che decidono di salire sulla terrazza del Pincio non sono i piccoli crolli ma la città stessa che dalla Terrazza esprime tutto il suo complesso animo, storico e artistico.



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