Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Centro Storico

Picchiò figlia sul Vittoriano: assolto. Incapace di intendere

Julien Gerard Monnet, di 37 anni, ex tecnico informatico parigino è stato assolto dall'accusa di aver picchiato sua figlia perché ritenuto incapace di intendere e volere. Per la difesa il fatto non sussiste

La sera del 19 luglio 2008 ferì la figlia di soli quattro anni che entrò in coma per alcuni giorni, oggi, però, Julien Gerard Monnet, di 37 anni, ex tecnico informatico parigino è stato assolto perché ritenuto, in quel momento, incapace di intendere e di volere. L'assoluzione arriva dai giudici della I sezione del tribunale di Roma presieduta da Vincenzo De Crescenzo, in accoglimento della richiesta del pm, Mario Palazzi.

Oggi, in aula, sono stati sentiti il consulente del pm, Dino Mario Tancredi, e della difesa, Vincenzo Pascali, i quali hanno reso due tesi opposte in merito al numero di 'colpi' che avrebbe subito la piccola Luna: per Tancredi furono due; per Pascali uno. "Non c'è dubbio che faremo appello - ha commentato l'avvocato Michele Gentiloni Silveri, legale di Monnet - Abbiamo sostenuto che il fatto non sussiste; la bambina cadde insieme con il padre in maniera accidentale. Adesso aspettiamo le motivazioni". Nell'ambito di questa vicenda è indagato dalla procura di Roma il medico che era in servizio nel carcere di Regina Coeli quando fu portato Monnet. Secondo l'accusa, avrebbe costretto il francese a subire un trattamento sanitario non necessario.

Monnet il 19 luglio fu bloccato da un vigile urbano dopo che la figlia aveva sbattuto violentemente la testa sulla scalinata del Vittoriano. Chiuso inizialmente nell'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino, fu poi sottoposto alla sola misura di presentazione in un centro di igiene mentale della capitale. Nel descrivere quella serata, Monnet disse: "Stavamo per andare via da un locale quando mi sentii male. Ho vomitato, mi sentivo girare tutto intorno, avevo le vertigini, vampate di calore". Dopo aver lasciato il ristorante, a un certo punto "mi sono trovato in quella piazza. Luna piangeva, diceva 'Papa' è malato. Papà è malato". A piazza Venezia, l'epilogo: "Ho sentito qualcuno che mi tirava Luna da dietro, prendendola per un braccio. Non capii che era una vigilessa. Quando mi chiese i documenti, feci un movimento brusco. Stavo per cadere e ho cercato di proteggere Luna".
 

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