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Il parcheggio della Metro C Giardinetti (foto google)

Il parcheggio della Metro C Giardinetti (foto google)

Picchia l'ex incinta davanti la figlia di 10 anni, si rifugiano in auto e chiamano la polizia

Le violenze nel parcheggio della Metro C Giardinetti, sulla via Casilina. L'ex compagno è stato poi arrestato per lesioni e maltrattamenti

Un incontro chiarificatore con l'uomo dal quale ha avuto una figlia e che ha avuto la forza di lasciare dopo anni di violenze e maltrattamenti. Nonostante la ragazza fosse incinta di quattro mesi l'ex compagno non ha però avuto scrupoli, e l'ha picchiata davanti la figlia di 10 anni. Riuscite a rifugiarsi in auto mamma e bimba sono riuscite a chiamare la polizia che ha poi arrestato l'uomo. 

Le violenze hanno preso corpo intorno alle 22:00 di venerdì 22 marzo quando la donna si è data appuntamento con il suo ex nell'area di parcheggio della Metro C Giardinetti, sulla via Casilina. Madre e figlia si presentano all'appuntamento ma la donna viene subito aggredita dall'uomo, arrivato nell'area della periferia est della Capitale assieme all'attuale fidanzata. 

Mamma e figlia rimangono impietrite, l'uomo colpisce la sua ex al volto ed al ventre. La stessa riesce in qualche modo a mettere fine alle violenze rinchiudendosi nell'auto con la bimba. Chiamano il 112 e nel volgere di breve arriva una Volante della Polizia. Gli agenti trovano madre e figlia in lacrime e sotto choc nella vettura, poco distante l'ex compagno e la sua attuale fidanzata che provano ad allontanarsi.

I poliziotti fermano la coppia e raccolgono la testimonianza della donna, che presenta ferite e traumi al volto. La vittima racconta in lacrime l'accaduto e viene trasportata al Policlinico Casilino dove le riscontrano anche delle contusioni al ventre. Fuori pericolo il bimbo che la donna porta in grembo, la donna ha poi sporto denuncia alla polizia raccontando i fatti. 

Sottoposto a stato di fermo ed accompagnato negli uffici del Commissariato Trevi, l'uomo è stato poi arrestato con le accuse di "lesioni" e "maltrattamenti" e portato nel carcere romano di Regina Coeli. 

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