rotate-mobile
Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

"Ti ammazzo", picchia la convivente e maltratta gli animali di casa

L'imputato è accusato anche di minacce aggravate dall'uso delle armi. Dieci anni di violenze casalinghe

Le minacce e le vessazioni erano cominciate quando i due risiedevano a Roma. Poi si sono trasferiti a Perugia dove le violenze sono proseguite. Dieci anni da incubo. L’imputato è finito davanti al giudice del tribunale di Perugia perché “con plurime manifestazioni di violenza fisica e psicologica” avrebbe reso la vita impossibile alla convivente, “percuotendola abitualmente, per futili motivi, dando in escandescenza con violenza sulle cose durante le loro discussioni e liti familiari” anche di fronte a familiari e conoscenti.

L’uomo è accusato anche di minacce “di morte anche facendo uso di armi”, costringendo la donna “in una costante condizione di asservimento e sudditanza psicologica”, fino a rendere impossibile il prosieguo della convivenza.

In più occasioni l’imputato avrebbe aggredito e denigrato la donna per futili motivi, passando “anche alle vie di fatto, usando violenza sugli animali domestici della convivente e sulle cose, rompendo mobili e suppellettili”. Denunciate diverse aggressioni “con schiaffi al volto, pugni e calci, nonché lanciandole contro bottiglie o qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro”, picchiandola anche quando era incinta e “minacciandola con l’uso di armi”, generando una “condizione di insicurezza, di asservimento e di sudditanza psicologica, con conseguente isolamento sociale dagli amici e dai familiari”.

Quando la donna era poi riuscita a porre fine alla relazione, lasciando l’abitazione e tornando a vivere in provincia di Perugia, l’imputato avrebbe dato vita a “una progressiva escalation di violenze” con sassate contro la porta della nuova abitazione della donna, bastonate alla recinzione della proprietà, minacce (“ti darò una lezione”) e continue telefonate: “Tanto torno e ti picchio”.

Diverse le riappacificazioni, ma la relazione era ormai sbilanciata verso la violenza e a ogni lite scattavano le minacce: “T’ammazzo, tu morirai con me”. Le aggressioni sarebbero state all’ordine del giorno, con lesioni al braccio ed ecchimosi al volto: “Sono stato fin troppo paziente con te, dovevo fare di peggio”, le avrebbe detto l’ultima volta che l’avrebbe picchiata, scagliandole addosso un tablet, picchiandola e dicendole “nonostante in passato ti ho fatto di peggio tu hai chiamato i carabinieri adesso?”, impugnando un coltello.

I fatti contestati dalla procura di Perugia sono avvenuti in un arco temporale che va dal 2013 al 2022, tra Roma, Perugia e la provincia, dove la coppia ha risieduto nel tempo.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Ti ammazzo", picchia la convivente e maltratta gli animali di casa

RomaToday è in caricamento