Cronaca Centro Storico / Piazza Venezia

Senzatetto a Piazza Venezia: "Non vogliono accoglienza? Tutte scuse"

A parlare a RomaToday è Gianluca Peciola, consigliere provinciale di SEL. Con lui siamo andati a vedere la situazione. Abbiamo trovato le "case dei senzatetto smontate". Il tutto a pochi dai palazzi del potere

"E' una scusa. Dicono che è gente che non vuole essere aiutata, che preferisce star fuori, perchè prima c'erano le unità mobili e quindi i tendoni che permettevano un rapporto flessibile con l'accoglienza cioè tra  il soggetto in difficoltà e la struttura d'accoglienza. Veniva offerto un pasto caldo e un rifugio. Le hanno smontate. Adesso le strutture sono diventate più rigide quindi preferiscono non entrare,  ma questo non significa sentirsi esonerati dall'offrire sostegno".
 
A parlare a RomaToday è il consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Gianluca Peciola. Il tema affrontato è il dramma dei senza tetto che a Roma aumentano giorno dopo giorno. Oltre alla stazione Termini, anche Piazza Venezia, proprio dietro il palazzo della Provincia, è diventata residenza di  un accampamento di clochards di notte. Al mattino smontano tutto e nascondono dietro le robuste porte di una banca lì vicino, coperte, indumenti, cartoni, sacchi a pelo arrotolati, bustoni di cibo e bottiglie. E poi vanno via, lasciando la loro casa incustodita, sotto gli occhi di passanti, fiumi di turisti che giornalmente affollano questa piazza. Occhi curiosi, o indignati, schifati, o pieni di compassione o con un grande punto interrogativo: come mai in una città capitale nessuno si interessa a questo problema?

E 'uno scenario che è quotidianamente sotto gli occhi di tutti i consiglieri della Provincia, tra i quali c'è anche Gianluca Peciola. Un problema legato non solo a Palazzo di Povincia ma anche a via delle Tre Cammelle, sede di tutti i gruppi consigliari. E' proprio qui infatti che abbiamo incontrato il consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà. Gli chiediamo subito se è un problema in qualche modo d'ordine e di sicurezza.

"Il problema dei senzatetto, spiega,  non è solo una questione di ordine e di sicurezza, temi che hanno assunto un valore assoluto. Questi non sono soggetti che vanno attenzionati per una questione di semplice sicurezza. Viene tolta a queste persone la soggettività. Sono racchiusi in target  perché è più facile anche solo per poterne parlare. Sono innanzitutto persone. Nella cultura politica bisogna reintrodurre il concetto di persona. Bisogna rivedere i volti, la soggettività, l'umanita le profondità di ognuno così cambierà anche la politica. Bisogna bloccare ciò che sta facendo il centrodestra e cioè gettare in pasto all opinione pubblica dei target spersonalizzati. Ciò nella storia ha fatto dei mostri come l'olocausto degli ebrei. E aggiunge: "per esempio il recente piano rom  dell'amministrazione comunale, bocciato dal Consiglio di Stato nonostante le ingenti somme di denaro stanziate ha fallito su tutti i fronti. I campi rom sono sovraffollati perchè le continue operazioni di sgombero sono avvenute senza la costruzione di nuovi, promessi e annunciati. I vecchi campi sono allo stremo in alcuni si superano le mille persone. Così nessuna integrazione è possibile e- aggiunge il consigliere- Alemanno rilancia la politica dei campi della precedente amministrazione, altro che discontinuità!".

Qual'è allora, secondo Peciola,  l'intervento che andrebbe fatto per rispondere a quest'emergenza? "Fare case popolari", risponde con immediatezza. Bisogna, spiega, ritornare a dare impulso all' edilizia pubblica. Oppure recuperare stabili o grandi aree industriali dismessi e riconvertirli a usi abitativi. La tipologia dei senzatetto è molto eterogenea; prima ne faceva parte gente di diversa provenienza, disoccupati, inoccupati, persone colpite da disagi fisici e psichici. Oggi invece ne fanno parte anche tutte le persone colpite dalla crisi economica che stiamo attraversando. C'e chi ha perso il lavoro e quindi anche una casa o chi non riesce a pagare più un affitto per l eccessivo rialzo del carovita. Qui l'intervento deve essere di presa in carico; il contatto con queste persone va mantenuto sempre e come istituzione occorre essere sempre presente a seconda delle esigenze.Purtroppo la cultura politica in italia è cambiata profondamente perché i valori fondanti della nazione sono stati aggrediti da elementi di privatizzazione del rapporto tra il singolo e il pubblico. Il momento della nascita della costituzione è stato un momento di grande partecipazione sociale. Prima al centro di tutti i partiti c'era l argomento del bene comune. Il rispetto della cosa pubblica e del lavoro è stato aggreddito. Il sistema di protezione soociale pubblico e gratuito era dato per scontato. Oggi assistiamo alla controffensiva egemonica della cultura neoliberista: L'aggressione del pubblico come bene comune".

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