Cronaca

Gugliotta, udienza fissata al 5 giugno. La vittima: "Sono ancora frastornato"

I novi poliziotti verranno processati con l'accusa di lesioni aggravate per l'aggressione a Stefano Gugliotta, 26 anni, avvenuta la notte del 5 maggio del 2010 al termine della finale di coppa Italia Roma-Inter

Un pestaggio carico di violenza. Schiaffi, pugni, colpi di manganello. Secondo quanto stabilito dalla Procura si è trattato di un'aggressione in piena regola quella ai danni di Stefano Gugliotta, 26 anni, che sarebbe stata messa in atto da agenti del reparto Mobile della polizia la notte del 5 maggio del 2010 al termine della finale di coppa Italia tra la Roma e l'Inter. I nove poliziotti verranno processerati con l'accusa di lesioni aggravate: la prima udienza è fissata per il prossimo 5 giugno. Il rinvio a giudizio lo ha disposto oggi il gup.

All'udienza era presente lo stesso Gugliotta che non ha nascosto di essere "ancora frastornato per quanto avvenuto. Al momento sono disoccupato dopo aver lavorato per un po' presso un alimentare". Quella sera il ventenne romano si trovava in compagnia di un amico, in viale Pinturicchio. Stava andando con il motorino alla festa del cugino. Il giovane venne fermato dagli agenti per resistenza a pubblico ufficiale per poi essere scarcerato dopo una settimana. La storia però non finì lì. Un video girato con un telefono cellulare da un testimone riprese la scena dell'aggressione.

Stando al capo di imputazione del pubblico ministero, i nove "agendo con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione" hanno causato a Gugliotta, difeso dall'avvocato Cesare Piratino, "lesioni gravi" alla mandibola e "gravissime per lo sfregio permanente al viso". Nel provvedimento il pubblico ministero scrive che gli agenti in servizio di ordine pubblico per la partita dell'Olimpico, "in una zona non interessata agli scontri e senza che ricorressero esigenze di tutela dell'ordine pubblico o di contrasto di particolare resistenza", intimavano l'alt al motorino guidato dal giovane romano. Leonardo Mascia, quindi, ha aggredito Gugliotta al volto "schiaffi, manate e manganellate".


Successivamente sono intervenuti gli altri 8 colleghi che "colpivano" il giovane "con calci, pugni
e manganellate una delle quali particolarmente violenta alla testa che gli faceva perdere i sensi". Nel capo di imputazione il pm prosegue affermando che l'azione violenta proseguiva davanti ad un blindato con altri pugni che determinavano la perdita di un dente al giovane e poi successivamente all'interno del mezzo dove "Gugliotta veniva fatto sdraiare a terra immobilizzato con un ginocchio e una mano pressata sul collo". Nel pestaggio il giovane ha riportato, oltre al trauma alla mandibola, varie ferite al volto, alle braccia e alle cosce.

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