Pestato sulla metro B per un rimprovero: picchiata anche la madre

Emergono nuovi particolari sulla violenta aggressione subita da un 37enne nel pomeriggio di domenica. Il racconto di un testimone. "Picchiato per averli invitati a smettere di fumare"

Non si sono fatti scrupoli ed hanno picchiato anche la madre che era accanto a lui nel vagone della metro B. Emergono nuovi particolari sul violento pestaggio avvenuto nel pomeriggio di domenica su un treno in viaggio tra le stazioni Rebibbia e Bologna. Ad essere arrestati con l'accusa di "tentato omicidio in concorso" due giovani di 24 e 26 anni originari di Caserta, fermati dagli agenti di polizia dopo aver tentato di far perdere le loro tracce alla stazione di piazza Bologna. 

PESTATO PER UNA SIGARETTA - Come raccontato dalla donna, la violenza da parte dei fermati è scoppiata quando, poco prima, il figlio rivolgendosi ai suoi aggressori gli aveva chiesto di smettere di fumare all’interno del vagone. I due, per tutta risposta, hanno però reagito violentemente colpendo la madre ed accanendosi sul 37enne con calci e pugni. Picchiato brutalmente l'uomo è stato poi soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno trasportato d'urgenza al Policlinico Umberto I. Il figlio  è stato ricoverato con prognosi riservata per trauma cranico, fratture alla scatola cranica ed emorragia cerebrale mentre la madre ha riportato varie contusioni con 8 giorni di prognosi.

IL RACCONTO DI UN TESTIMONE - Una violenta aggressione a cui hanno assistito come detto decine di utenti della metro. Proprio uno di loro ha raccontato il pestaggio sulla pagina facebook di Romanderground. Un racconto dettagliato nel quale si descrive il momento delle violenze: "All'altezza di piazza Bologna - scrive il testimone sulla pagina social - li ha invitati a smettere di fumare. Per tutta risposta uno di loro gli ha tirato la sigaretta in faccia, ed in gruppo lo hanno violentemente malmenato. Immediatamente è scattato il panico generale: gente che urlava e scappava, quasi tutte le persone sono scese di corsa dal treno, anche dai vagoni più in fondo". 

ALLERTA AL 112 - Fuggiti gli aggressori "ho immediatamente allertato il 112, e, raggiungendo il vagone incriminato (ero in un vagone più indietro), ho visto il ragazzo a terra in stato di shock, che tremava come una foglia e mi guardava senza riuscire a rispondere alle domande. In testa aveva un vistoso ematoma, motivo per cui ho richiesto anche l’intervento del 118. Vicino a lui una donna in lacrime, che era finita in mezzo al pestaggio anche lei in stato confusionale. I due sono poi scesi dal treno ed hanno atteso in banchina l’arrivo dei soccorsi. La gente è risalita sul treno, che è ripartito dopo circa 10/15 minuti di fermo". 

TENTATIVO DI FUGA - Arrivata la segnalazione alle forze dell'ordine quando i poliziotti dei commissariato San Lorenzo, Porta Pia e del Reparto Volanti sono arrivati a piazza Bologna gli autori del pestaggio si erano già allontanati. Grazie alla descrizione fornita però, gli agenti hanno rintracciato gli autori della violenza poi riconosciuti senza ombra di dubbio dalle due vittime.

TENTATO OMCIDIO IN CONCORSO - All’atto del controllo il 26enne si è dimostrato aggressivo e reticente. Ha rifiutato di fornire le proprie generalità  e poi ha cercato di divincolarsi  facendo resistenza al poliziotto  che lo stava accompagnando e poi colpendo l’auto di servizio. Per questo è stato anche denunciato. I due, già conosciuti alle forze dell'ordine, sono poi stati arrestati con l'accusa di "tentato omicidio in concorso". 

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IL CORAGGIO DELLA VITTIMA - Un racconto amaro, quello dei testimoni con "Tanta rabbia per l’accaduto. Difficile affermare che si poteva fare qualcosa per prevenire l’episodio, ma l’impressione generale (non solo mia) è stata che si possa ancora migliorare un pochino la sicurezza. Di sicuro va un sentito plauso e un ringraziamento al coraggioso ragazza che ha affrontato senza indugio e senza timore la situazione. Ce ne fossero di più di persone così in giro". 

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