Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Ostia / Lungomare Lutazio Catulo

Mafia a Ostia, il pentito: "Così si prendevano i negozi del litorale"

Il modus operandi della Cupola disarticolata dalla squadra mobile raccontato da Sebastiano Cassia, uno dei pentiti decisivi per l'inchiesta

E' stato determinante per le indagini. I suoi racconti hanno permesso di ricostruire un modo di fare assai simile a quello mafioso. Sebastiano Cassia ha infatti raccontato il modo in cui i clan Fasciani, Triassi, D'Agati, si prendevano le attività commerciali di Ostia. E quando non se le prendevano ne usufruivano come cassa per approvvigionare i propri uomoni.

Tutto parte, rivela Cassia, dal venire a sapere chi è in difficoltà per debiti contratti. Debiti che portano alla necessità ad attingere a soldi facili.

E così accade che al commerciante arrivino queste parole: "Se c'hai bisogno di soldi te li presto, se non c'hai bisogno di soldi, ti costringo a vendermela, e ti dico cercati un amico", racconta Cassia durante un interrogatorio, riportato nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato ai 51 arresti di ieri. "Se quello c'ha intenzione - afferma Cassia in un interrogatorio parlando dei commercianti taglieggiati - glielo vende altrimenti si aspetta un po' fino a che si mette sotto strozzo. Si dà fuoco, quello che sia. Come glielo devo spiega'? - gli si fa l'estorsione".

"Se vuoi campare tranquillo mi devi dare, che ne so, 500 o 1000 euro al mese - racconta Cassia sul modo di agire dei Fasciani - soldi destinati alle famiglie dei detenuti, di chi gli sta vicino, dei carcerati, di chi li accompagna generalmente. Che ne so, come me, quando io mi accompagnavo a loro a me non sono mai mancati i 5/600 euro dentro la tasca".

L'OMICIDIO DI TORTELLINO - Le rivelazioni di Cassia hanno portato anche alla scoperta del legame delle cosche del litorale con l'omicidio di Tortellino a San Giovanni. "Lui - ha dichiarato al pm Ilaria Calo' riferendosi alla vittima - comprava le armi e noi ce le dividevamo con quelli del litorale. Steccavamo le armi con quelli del litorale". Cassia ha spiegato che Valentini aveva la possibilità di introdurre in Italia armi dalla ex Jugoslavia e con queste pagava lo stupefacente che spacciava a San Giovanni. Il delitto, secondo Cassia, sarebbe legato a problemi tra Valentini ed i siciliani per il pagamento della droga e per il dominio del traffico di stupefacenti a San Giovanni da parte di "Tortellino".

"Siccome Giuseppe non era uno che dava punti di riferimento - afferma Cassia - lo sapevano solo gli intimi a che ora arrivava su al bar. Sono stati gli stessi all'interno che hanno dato ora precisa. Ecco come è andata la storia di 'tortellino".

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