Cronaca

Pendolari: la linea Nettuno – Roma è il treno dell'inferno

Legambiente Lazio consegna alla linea Fr8 il premio Caronte per il peggior viaggio. La Velletri Roma Termini al secondo posto e la Tivoli Roma Tiburtina al terzo. Per il premio Trofeo Caronte Cotral vittoria a pari merito per tutte e tre le linee monitorate

treni_1La linea ferroviaria Nettuno – Roma (fr8) si aggiudica per il secondo anno consecutivo il premio come peggiore linea per pendolari. Ad assegnarlo è Legambiente Lazio che dopo un monitoraggio ad opera di volontari ha assegnato i poco onorevoli trofei Caronte sia per le linee ferroviarie sia per quelle Cotral.

LINEE FERROVIARIE
Sul podio, alle spalle della Nettuno – Roma, per questa quarta edizione, al secondo posto la FR4 Velletri-Roma Termini e al terzo la FR2 Tivoli-Roma Tiburtina.  I viaggi infernali sono stati portati a termine nella mattinata di martedì 24 Novembre sulle otto linee frequentate ogni giorno dai 350 mila pendolari che si muovono sui 1.239 km di ferrovie laziali. I pendolari volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo (Rm), Roviano (Rm), Bracciano (Rm), Velletri (Rm), Ladispoli - Cerveteri (Rm), Frosinone, Monte San Biagio (Lt) e Lido di Lavinio (Rm), con l’obiettivo di raggiungere Roma entro le ore 8.30.

“La linea FR8 Nettuno-Roma Termini”, spiega Legambiente Lazio, “è risultata la peggiore tra le tratte ferroviarie non solo per il ritardo accumulato, di “soli” 6 minuti, ma soprattutto per le pessime condizioni in cui versano le carrozze dei convogli, la squallida qualità dei servizi con bagni inagibili e controllori fantasma, l'affollamento estremo su tutta la linea, nonché la biglietteria non sempre aperta e i servizi scarsi che caratterizzano la stazione di partenza. Sul podio anche la FR4 Velletri-Roma Termini, in particolare per l'eccezionale affollamento dei convogli, e, anch’essa per il secondo anno consecutivo, la FR2 Tivoli-Roma, per la bassa frequenza di passaggio che crea enormi problemi a pendolari di breve e lunga percorrenza”.

LINEE COTRAL
Condizioni drammatiche anche per le linee Cotral monitorate, che spesso si trasformano in viaggi infernali e “della speranza”, senza alcuna certezza su tempi e luoghi. “Il più delle volte”, spiega Legambiente, “oltre i 54 fortunati seduti, ci sono 30 disgraziati che mettono a dura prova la loro resistenza rimanendo in piedi per ore, su mezzi sporchi in cui addirittura piove e manca l’impianto di climatizzazione. Senza considerare le informazioni inesistenti sulle banchine come sul sito ufficiale, passando per gli orari totalmente variabili, fino ai luoghi di attesa completamente spogli e riconoscibili solo per tradizione orale”.

Una situazione incredibile per un servizio che vanta numeri enormi: 4.554 collegamenti/linee (raggruppabili in 220 linee complesse), 11.700 km lunghezza della rete, 81,5 milioni di vetture/km all'anno, 9.000 corse giornaliere, 104 milioni di viaggiatori all'anno, 376 su 378 Comuni serviti nel Lazio, nove capolinea romani (Anagnina, Laurentina, Cornelia, Magliana, Ponte Mammolo, Saxa Rubra, Termini, Tiburtina, Cornelia).

Racconta Legambiente
: “Una dei nostri pendolari volontari ha viaggiato sulla linea Nettuno-Roma Laurentina, visto che non era sicura dell’orario di partenza per il fatto che il sito forniva informazioni contrastanti, ha dovuto attendere il suo autobus ben 51 minuti, in piedi, al freddo e sul ciglio della via Ardeatina, vista l’assenza di panchine e pensiline presso la cosiddetta “fermata a richiesta”. Senza considerare il mezzo sovraffollato e in condizioni indecorose, con sedili sporchissimi e finestrini altrettanto sporchi, nonché invasi da scritte, fino all’arrivo che è avvenuto con 40 minuti di ritardo”.

Non è andata meglio sulla linea Subiaco-Roma, viaggio che, secondo Legambiente può durare fino a due ore e mezza, con una quantità di fermate inimmaginabile, ben 27 in 23 chilometri. Ed il traffico ormai cronico tra Ponte di Nona e il Grande Raccordo Anulare, tanto che per percorrere gli ultimi 10 chilometri si può impiegare anche un’ora mezza.

“Per quanto riguarda la linea Rieti-Roma Tiburtina”, conclude Legambiente, “il nostro volontario ha dovuto fare i conti con una fermata costituita da pensilina fantasma praticamente in mezzo alla strada, senza parcheggio di scambio, con l’assenza di qualunque informazione e con orari che sono quelli che si tramandano tra pendolari”.


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