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Trecento euro per una patente falsa, da Prati ad Ancona scoperta truffa internazionale

Le indagini della Polizia Locale partite dopo il sequestro di diversi documenti poi risultati contraffatti

Una truffa internazionale che dal quartiere di Prati ha portato gli agenti della Polizia Locale sino alle Marche con le indagini che proseguono. Sono infatti stati i 'caschi bianchi' del I Gruppo della municipale ad arrivare ad un cittadino ucraino di 56 anni residente ad Ancona. Un raggiro internazionale sul web messo in atto da un sito specializzato in pratiche automobilistiche.

I fatti hanno cominciato a prendere corpo nel secondo semestre del 2018, dopo una seria di sequestri di patenti false tutte riportanti un timbro della Prefettura di Ancona. All'inizio del 2020 un'altra patente sequestrata, ad un cittadino russo, con gli stessi dati di quelle precedentemente ritirate dagli agenti della Polizia Locale che portavano tutti ad una stessa persona operante per una unica società. 

Da qui le complesse indagini degli agenti del Gruppo Prati, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma,  attraverso le quali è stato possibile smantellare la base operativa in Italia di un centro di produzione di documenti falsi,  attiva a livello internazionale.

In tale ambito gli investigatori, grazie ad un’articolata attività di indagine, basata anche sul controllo incrociato di migliaia di dati con la Polizia Postale e la Prefettura di Ancona, sono risaliti all’attività criminale, avente base operativa sul web: documenti contraffatti accessibili in modalità online tramite un sito che operava a livello internazionale. 

A capo dell’azione illegale un cittadino ucraino di 56 anni, da tempo irreperibile, rintracciato nella città di Ancona al termine di una lunga serie di accertamenti e verifiche avvenute con la preziosa collaborazione della Polizia Locale del capoluogo marchigiano. Arrestato, l'uomo è stato tradotto nel carcere di Ancona , a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. 

A suo carico anche un provvedimento di cattura da parte del Tribunale locale.  Diversi gli elementi utili rinvenuti dagli agenti  per ricostruire l’attività criminosa: sequestrati strumenti per la contraffazione, materiale  informatico  e patenti pronte per essere vendute nel circuito clandestino.

L'intervento si inserisce nel contesto di un’attività investigativa tuttora in corso, che il personale sta portando avanti costantemente per contrastare un fenomeno criminoso in espansione sul web, dove tendono a concentrarsi queste azioni illegali.

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