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La corsa nei parchi e gli ostacoli burocratici: il progetto è a rischio

I percorsi per runner a Villa Pamphili, Villa Ada e al Parco della Caffarella sono ancora in alto mare, tra polemiche sui materiali e problemi burocratici

Prima le proteste per i massi da posizionare lungo i percorsi per la corsa, poi i tentativi di difesa di parchi storici ed infine la classica lenta burocrazia italiana. Per il progetto che prevede spazi per i runner all'interno di parchi e ville storiche non c'è pace. Così Alessandro Cochi, delegato alle Politiche sportive e membro della Commissione Ambiente di Roma, scende in campo, in difesa delle sue scelte.

"Il progetto che punta a garantire maggiormente il diritto di correre in modo sano e gratutito nei parchi e nelle ville, come avviene nelle capitali d'Europa, rischia di trasformarsi in un'occasione persa", ha avvisato Cochi. A farne le spese saranno "podisti, agonisti e amatori che quotidianamente si allenano".  Tutta colpa della burocrazia. "I gruppi di lavoro che dovranno elaborare piano ad hoc per ogni sito, non serviranno più a nulla: il progetto non sarà mai terminato entro la fine del mandato e i soldi saranno sprecati", ha spiegato Alessandro Cochi. 

Il progetto, dedicato a Villa Pamphili, Villa Ada e al Parco della Caffarella, aveva già fatto discutere, qualche settimana fa, per la scelta dei materiali e, soprattutto, per i massi che dovevano essere posizionati lungo i percorsi di running. Alessandro Cochi, però, ci tiene a fare chiarezza: "I materiali sono compatibili con l'ambiente e i presunti massi in cemento non ci saranno, visto che sono stati predisposti pali in legno". Ora che la 'questione ambiente' potrebbe essere risolta l'assessore invita tutti gli Enti interessati affinche "ci sia un'adeguata sensibilità per consentire di trasformare in realtà un progetto che ad oggi sta per naufragare del tutto". 

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