Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Giovanni Paolo II: l'iter di beatificazione

Il processo di beatificazione segue una procedura dettagliata e può durare anche anni. Prima che la persona in questione possa essere considerata beata devono essere verificate le virtù e i miracoli

La cerimonia di beatificazione di una persona defunta esige un processo che dura molti anni. Innanzitutto per avviare l'iter è necessario che la persona in questione sia morta da almeno 5 anni, tuttavia nel caso di Giovanni Paolo II questo "obbligo" non è stato rispettato. Benedetto XVI, infatti, ha avviato la Causa di beatificazione il 28 giugno 2005 a soli due mesi dalla morte del suo predecessore.

Comunque il Processo di beatificazione segue una procedura dettagliata. Il primo passo consiste nella scelta di un Vice-Postulatore da parte del Postulatore Generale della causa, per promuovere tutte le inchieste giudiziali necessarie in luoghi al di fuori di Roma. Le inchieste, che prendono il nome di processus, sono tutte effettuate dalla ordinaria autorità episcopale e sono di tre tipi:

  • Inchieste informative riguardo alla reputazione di santità e ai miracoli dei servi di Dio. Ad esempio nel caso di Giovanni Paolo II è stato riconosciuto il miracolo a beneficio della suora francese Marie Simon Pierre Normand malata di Parkinson.
  • Il vescovo del luogo in cui sono conservate le reliquie del servo di Dio conduce una inchiesta per verificare che la persona in questione non sia stata oggetto di culto pubblico prima della beatificazione. In sostanza deve essere riconosciuto il rispetto totale del decreto emanato da  Papa Urbano VIII.
  •  Altre inchieste sono note come Processiculi diligentiarum ed hanno per loro oggetto gli scritti attribuiti alla persona la cui beatificazione è in questione; esse variano in numero a seconda delle diocesi in cui tali scritti sono ritrovati, o si pensa probabile siano ritrovati, e non possono essere giudizialmente eseguiti prima che una "Istruzione" sia ottenuta dal Promotore della Fede da parte del Postulatore Generale e da lui inviata al vescovo in questione.

I risultati di tutte queste inchieste sono inviate poi a Roma alla Congregazione del Culto attraverso un messaggero scelto dai giudici. A questo punto un Cardinale, nominato dal Papa come relatore o ponens della causa, legge le inchieste che comunque poi devono essere esaminate dai teologi. Nel frattempo l'avvocato ed il Procuratore della causa, scelti dal Postulatore Generale, preparano tutti i documenti che riguardano l'introduzione della causa, ossia un sommario del processo informativo, una informativa e le risposte alle osservazioni o alle difficoltà del Promotore della Fede, mandate da lui al Postulatore. Questa raccolta di documenti (positio) viene stampata e distribuita ai Cardinali della Congregazione del Culto quaranta giorni prima della data assegnata per la loro discussione. Se nulla di contrario alla fede e alla morale è trovato negli scritti del servo di Dio, viene pubblicato un decreto, che autorizza la discussione della questione sulla costituzione o meno di una commissione per l'introduzione della causa. Quando i Cardinali favoriscono la costituzione della commissione  viene promulgato un decreto poi firmato dal Papa con il suo nome di battesimo e non con quello da Pontefice. Da questo momento il servo di Dio viene dato il titolo di Venerabile.

A questo punto inizia la verifica se il venerabile servo di Dio abbia le virtù sia teologiche che cardinali e in che grado eroico. La questione viene discussa in tre riunioni o congregazioni dette rispettivamente, antepreparatoria, preparatoria e generale. Poi si devono ora provare i miracoli e se vengono dichiarati validi si preparano i documenti che prendono il nome di super miraculis. Se viene concessa l'approvazione sulle virtù e sui miracoli è possibile procedere con le solennità della beatificazione. Se la maggioranza dei consultori è favorevole viene emesso dal Papa un decreto in tal senso e al momento da lui fissato ha luogo la solenne beatificazione del servo di Dio nella Basilica Vaticana, ed in tale occasione viene emessa una Lettera del Pontefice che permette il culto pubblico e la venerazione della persona beatificata ora nota come Beato (Beatus).

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