Palmira e l'incubo occupazione: per due volte trova la sua casa occupata abusivamente

Buttata fuori insieme al figlio minorenne dalla propria casa per ben due volte e senza alcun preavviso. La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle Roma

Derubata della propria vita, dei propri spazi, delle proprie cose. È l'assurda storia di una mamma che da sola ha dovuto lottare contro tutti e tutto per la difesa della propria normalità. La vicenda è stata raccontata dal movimento cinque stelle Roma.

PREMESSA - La signora Palmira, abita in una casa popolare regolarmente assegnata in uno dei tanti quartieri della città di Roma a cui l'amministrazione a volte non eroga nemmeno i servizi basilari. In altri termini chiamato “quartiere degradato”. Vive con suo figlio, minorenne, studente modello e anche per questo orgoglio di mamma. Un lavoro dignitoso che le permette, anche se a fatica, di tirare avanti mese per mese, assicurando lo studio e una certa tranquillità a suo figlio - si legge nel blog dei grillini.

IL FATTO - "Il 25 Marzo 2013 tornando a casa insieme ad una amica, ha trovato sulla pulsantiera del citofono il cognome di un'altra persona in sostituzione del suo. Esterrefatta, ha immediatamente constatato che nel proprio appartamento, insieme a tutte le sue cose (mobili compresi), si era “abusivamente” insediata un'altra famiglia che aveva già provveduto al cambio di serratura. Da quel momento, per la sig. Palmira è iniziato un calvario a cui nessuno, ad oggi, ha saputo dare una soluzione. Buttata fuori dalla propria casa senza alcun preavviso, Palmira è stata costretta a chiedere ospitalità per lei e per suo figlio presso la casa di un'amica".

I PROVVEDIMENTI - Nei giorni successivi, oltre a comunicare la "Subita Occupazione Abusiva" alla Romeo Gestioni, Palmira ha presentato la regolare denuncia/querela presso le varie autorità di competenza del Municipio VI (ex VIII) di Roma - si legge ancora nel blog dei cinque stelle - che l'hanno consigliata di attivare contemporaneamente anche un percorso legale presso il Tribunale Ordinario di Roma.

LA SENTENZA - "Proprio in seguito a tale ricorso, pagando un avvocato di tasca propria, la signora Palmira è riuscita, il 25 ottobre 2013, ad arrivare alla sentenza di condanna per gli occupanti ottenendo un atto esecutivo di sgombero. Come da prassi tristemente consolidata in questi casi, chi subisce l'atto si oppone allungando i tempi dell'iter burocratico legislativo. Ragion per cui, la maggioranza delle persone oneste, fiaccate da una situazione insostenibile, giungono quasi sempre ad un concordato tra le parti".

LA TRANSAZIONE - "Di fatto, dopo più di un anno che Lei e suo figlio minorenne sono stati gettati in mezzo ad una strada nel giro di un pomeriggio senza neanche il conforto delle proprie cose, il 17 Aprile 2014, Palmira cede ad una transazione bonaria per la chiusura di ogni controversia, accettando di farsi onere delle spese processuali e legali a carico dell'occupante (condannato) pari a € 4.760,00 e di non chiedere risarcimenti, contro il solo impegno da parte dell'occupante di riconsegnare le chiavi dell'appartamento".

COLPO DI SCENA - Ma per la signora Palmira e suo figlio non c'è pace. Neanche il tempo di montare una grata di ferro a protezione della porta blindata ed ecco che a distanza di un mese, come in un dejavù, si ritrova la grata distrutta, la porta aperta e altre persone dentro casa.

LA VERGOGNA ISTITUZIONALE - "Palmira ad oggi ancora sopporta che nessuno ha inconfutabilmente fatto nulla per risolvere questa vergogna. È evidente che né Polizia Municipale, né la società gestore del patrimonio delle case popolari, ne alcun ufficio del comune hanno in mano strumenti esecutivi per contrastare un vergognoso crimine del genere. Interpellati dalla stessa Palmira, i vertici politici del Municipio hanno scaricato il barile. Scaricare il problema altrui, questo è il modo di operare dei nostri politici anche quando trattano di una mamma con un minorenne a carico messi in mezzo ad una strada" - si legge ancora nel blog.

IL RESIDENCE - "Palmira - sottolinea ancora il M5S nel Blog - è una persona con gravi handicap fisici, dovuti alla Poliomelite (P.A.A.), con riconoscimento di invalidità del 78% e bisognosa di incessanti cure e assistenza presso parenti, amici e strutture sanitarie, per alleviare i forti dolori che lo stato di osteoporosi e blocco degli arti superiori e inferiori, le causano. Giudicata dagli enti istituzionalmente preposti con "Handicap Grave ai sensi del comma 3 art. 3 della legge 104 del 5 febbraio 1992". Palmira ora, pur di assicurare una continuità scolastica a suo figlio, vive a proprie spese presso un residence nel Municipio VI, in attesa di una soluzione positiva delle sua triste vicenda".

“ORGOGLIOSA DELLA MIA ONESTÀ” - "Se qualcuno avesse avuto solamente una infinitesima parte della stessa determinazione che la sig. Palmira ha dimostrato per difendere la normalità della sua vita e di quella di suo figlio, probabilmente oggi non staremmo qui a parlare di questa scellerata vicenda" - ha concluso il movimento 5 stelle. “Avvilita e depressa, per la continuità di una vicenda che consideravo conclusa, ma sempre orgogliosa della mia onestà” - ha più volte dichiarato Palmira.

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M5S – Il pentastellato Daniele Frongia attraverso il blog fa sapere:“Abbiamo raccolto in Aula la disponibilità dell'assessore Nieri ad intervenire sulla questione, vi aggiorniamo non appena è accaduto qualcosa di concreto”.

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