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L'emergenza / Appio Tuscolano / Viale Furio Camillo, 50

Palazzi senz'acqua, da via Gino Capponi a viale Furio Camillo: "Interruzioni quasi ogni notte"

Continuano le segnalazioni di disagi sulla fornitura di acqua dai condomìni del municipio VII: gli stop si concentrano quasi sempre nelle ore serali, esasperando i residenti

L'acqua che arriva a singhiozzo, con diverse interruzioni ogni mese, sta esasperando i residenti del palazzo in via Gino Capponi 76. Che però non sono gli unici a dover sopportare questi frequenti disagi: a poche centinaia di metri di distanza da quello stabile ce n’è un altro, in viale Furio Camillo 50, i cui abitanti denunciano interruzioni “quasi ogni notte, dalla tarda serata fino alle 6 del mattino”, spiega Sergio Marciano, che per anni ha abitato in quel palazzo e, nello stesso edificio, gestisce ora insieme al figlio un alloggio turistico.

“L’acqua manca ogni notte”

Il problema dell’acqua, nella palazzina di nove piani di viale Furio Camillo, secondo Marciano si verifica quasi ogni notte: “Con gli altri residenti ci siamo organizzati in un gruppo Whatsapp in cui scriviamo le segnalazioni – spiega – c’è un abitante che deve alzarsi all’alba per lavoro e che quasi ogni giorno non riesce a farsi la doccia. Come è possibile? Anche per noi la situazione è preoccupante: abbiamo un alloggio turistico e sta arrivando l’estate, come facciamo ad accogliere gli ospiti se poi rischiano di non potersi fare la doccia o bere un bicchiere d’acqua durante la notte?”. Sì, perché il problema, come nel caso di via Capponi, è circoscritto quasi sempre alle ore notturne: “Di giorno l’acqua c’è, e pure in abbondanza, poi di notte il servizio si interrompe. Ed è così da quasi due anni”. 

La questione delle cause

Come nel caso di via Gino Capponi 76, la domanda che i residenti si pongono è semplice: “Qual è il motivo di queste continue interruzioni?”. La risposta, però, non è altrettanto cristallina: “Abbiamo fatto innumerevoli segnalazioni ad Acea – chiarisce Marciano – il nostro amministratore di condominio ha anche inviato una pec, sempre ad Acea, per chiedere spiegazioni”. L'azienda ha risposto così: “Il monitoraggio puntuale dei valori di pressione idrica, unitamente al monitoraggio dei valori di pressione riscontrati sui sensori presenti in rete, confermano il rispetto del valore piezometrico minimo garantito al contatore per la zona”. Nessuna anomalia riscontrata, dunque, come nel caso dell’altro palazzo. E anche l’obiezione dei residenti è la stessa: “Mai è stata eseguita la misurazione nei periodi, purtroppo sempre più frequenti e prolungati, in cui il palazzo è rimasto privo di acqua”. Acea, inoltre, concludeva la sua comunicazione citando l’articolo B.1.1 del Regolamento di utenza: “In considerazione dell’altezza degli stabili e della configurazione degli impianti interni agli edifici, delle quote terreno e delle pressioni di esercizio della rete di zona, tenuto anche conto che potranno verificarsi eventuali abbassamenti di pressione riconducibili a circostanze non imputabili al gestore (eccessivi consumi, riduzione alle fonti di approvvigionamento per scarsa piovosità, etc.), può essere necessario che l’utente finale si doti a propria cura e spese di un impianto di sollevamento/accumulo a valle del misuratore, nel rispetto delle prescrizioni tecniche del gestore (discontinuità idrauliche, etc.)”. Intanto, chi abita nel palazzo, guarda con timore all’inizio dell’estate, quando il caldo renderà ancora più esasperante la mancanza d’acqua. 
 

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