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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Ostia  / Viale del Sommergibile

Le 5 ore di follia a Ostia: gli spari dal bus, l'inseguimento in elicottero e l'arresto da film

Il ragazzo è stato fermato all'altezza della stazione Lido Centro. Aveva con sé la scacciacani usata per sparare

"Lo abbiamo preso". Gli agenti del X distretto Lido, della squadra mobile e delle volanti della polizia di Stato lo tengono stretto e lo fanno salire in auto. L'uomo bloccato è un cileno di ventuno anni. Un volto noto alle forze dell'ordine che per cinque ore ha causato il panico a Ostia. Un pomeriggio di follia che gli investigatori si affrettano a non inserire nell'ambito della criminalità organizzata attiva sul litorale romano, ma a dissidi nella sfera di familiare e di conoscenti dei "latinos" che vivono sul mare di Roma.

Un arresto da film poco prima dell'ora di cena, intorno alle venti, che ha messo la parola fine a un inseguimento spettacolare e, soprattutto, a un agguato che avrebbe potuto causare conseguenze ben peggiori. Invece, fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Per raccontare quanto avvenuto bisogna fare un passo indietro, alle quindici di giovedì ventiquattro agosto. 

Gli spari

Tutto è iniziato all'altezza di via del Sommergibile nel pomeriggio di ieri. A bordo dell'autobus 01, quello che passa nella zona di Ostia Nuova, il ventunenne ha estratto una pistola - che secondo qualcuno sembrava un'arma di grosso calibro - e ha sparato.

Secondo i testimoni presenti sul mezzo pubblico due "botte". Il conducente Atac blocca la corsa e apre subito le porte, i passeggeri scappano e il giovane armato pure. Il panico si diffonde. I testimoni allertano i negozi presenti di "chiudere tutto". Decine le chiamare al numero unico per emergenze. 

Caccia all'uomo

In poco tempo Ostia viene di fatto militarizzata. Un elicottero della polizia di Stato spicca il volo da Pratica di Mare e setaccia la zona, il volo basso fa capire che gli investigatori stanno cercando qualcuno a colpo sicuro. E così è infatti. La persona destinataria di quei colpi vive proprio tra via del Sommergibile e via Domenico Baffigo, in quei palazzi dove erano diretti gli spari. Va in commissariato e denuncia subito tutto. 

La polizia accorre sul posto e insieme al 118 verifica l'assenza di feriti. I bossoli sparati, però, non si trovano. Così come non si trova il fuggitivo. La caccia è lunga, nonostante quel ragazzo armato sia stato subito identificato. Il ventunenne, che avrebbe trovato riparo nel dedalo di palazzi popolari abitati proprio da cileni a Ostia, prova a nascondersi. La polizia lo cerca tra via Antonio Forni, via delle Azzorre, via dei Velieri, via della Paranzella, viale Paolo Orlando. L'elicottero, dall'alto, fa voli concentrici. 

L'arresto

Sono ore concitate e poi, intorno alle otto di sera, l'arresto. Il ventunenne, poi portato in commissariato, viene bloccato nei pressi della stazione Lido Centro. Con sé aveva una scacciacani, quella usata per sparare. La notizia arriva subito al prefetto di Roma, Lamberto Giannini: "Gli uomini e le donne della polizia con tempestività e grande professionalità, hanno arrestato un uomo di nazionalità cilena che si è reso protagonista di episodi di violenza culminati con l'esplosione di un colpo di arma da fuoco a bordo di un mezzo pubblico, a Ostia".

"Grazie all'efficace coordinamento e alla rapida risposta del personale del Commissariato di Polizia di Ostia Lido e della Squadra mobile della Questura di Roma il soggetto è stato individuato e assicurato alla giustizia", ha detto il prefetto.

"La prefettura di Roma e tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio - ha aggiunto - continuano ad assicurare il proprio impegno nel garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, un sistema che viene alimentato anche dalla collaborazione tra istituzioni e comunità".

Le indagini

Ora le indagini proseguono. Il cileno verrà ascoltato nelle prossime ore. La sua posizione resta al vaglio, ma perché ha sparato? La faida legata alla criminalità organizzata è esclusa. Le ipotesi al momento sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti sono due: una pista porta alla faida familiare, dissidi personali dunque, l'altra quella della spartizione di un bottino.

Forse il ragazzo che ha fatto fuoco sperava di ottenere qualcosa di più da un vecchio colpo ed è rimasto deluso. Di certo i cileni, un tempo manovalanza degli Spada, sono considerati "cani sciolti". Si conoscono tra loro ma non hanno un unico capo riconosciuto. L'allerta resta alta.

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