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Maxi operazione a Ostia: 51 arresti. Colpo mortale ai clan mafiosi Fasciani, Triassi e D'Agati

Cinquecento gli uomini impegnati. Reparti speciali e un elicottero sorvolano il litorale. Associazione a delinquere di stampo mafioso l'accusa contestata. Nessun affare della vita di Ostia sfuggiva ai clan

Erano la Cupola Mafiosa di Roma che dal litorale romano gestiva gli affari per conto delle Famiglie Siciliane in tutta la Capitale. A reggere gli affari di Ostia (con alcune propagini nell'area dell'Eur) quattro famiglie: gli Spada, i D'Agata e soprattutto i Fasciani ed i Triassi, con quest'ultima affiliata a 'Cosa Nostra' tramite il benestare della famiglia Cuntrera di Agrigento. Famiglie in contrapposizione tra loro (con gli Spada confederati ai Fasciani) sino al 2007 quando i capi clan della Cupola del Litorale decisero di spartirsi gli affari sancendo una 'Pax Mafiosa' nei rapporti esistenti tra le due organizzazioni affinchè "Tutti potessere lavorare senza attirare l'attenzione della polizia" con i Triassi a gestire gli affari relativi a droga ed armi ed i Fasciani ad occuparsi di usura ed estorsioni.

Dalle slot agli ombrelloni, cala la notte sulla città

INTERCETTAZIONI - Pace per la gestione degli affari mafiosi del litorale che gli investigatori hanno appurato al termine di un'intercettazione telefonica tra i due boss indiscussi delle famiglie Vincenzo Triassi e Carmine Fasciani con il primo che facendo valere la propria forza mafiosa aveva affermato: “…ma tu mi ammazzi a me, ma noi siamo cento dietro, ma ti spaccano i cog**, ti aprono i cog** e te li mettono in bocca…” ottenendo la risposta di Fasciani he gli aveva risposto in modo altrettanto fermo: “…fatto sta che Michele mi manda uno dei miei che si vede spesso con lui e…perche’ posso..perche’ altrimenti qui va a finire a schifio e non ci fanno piu’ lavorare...”.

Ecco come agivano i vertici

NUOVA ALBA - Associazioni per delinquere di stampo mafioso decapitata alle prime luci dell'alba dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile (collaborata dai Commissariati distaccati di Ps di Roma e provincia, dalla Digos, dal Reparto Prevenzione Crimine “Lazio” e dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo) che ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere ed al contestuale decreto di sequestro preventivo di beni immobili ed attività commerciali individuali emessi dal Gip presso il Tribunale di Roma, Simonetta D’Alessandro, su richiesta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, Giuseppe Pignatone e del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Ilaria Calò, della Procura Distrettuale della Repubblica di Roma nei confronti di 51 (cinquantuno) capi ed affiliati appartenenti alla vasta ed agguerrita organizzazione criminale di stampo mafioso operante nella Capitale ed, in particolare, nel litorale di Ostia, formata per l'appunto della famiglie Fasciani e Triassi tra loro contrapposte.

416 BIS - Famiglie mafiose alle quali viene contestato il 416 bis con i soggetti destinatari del provvedimento cautelare ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, al traffico internazionale di stupefacenti, infiltrazione nel tessuto amministrativo, corruzione. Investigazioni che hanno consentito, per la quasi totalità, di fare piena luce sui componenti e le attività illecite poste in essere dalla consorterie mafiosa degli Spada federata alla famiglia Fasciani e dei Triassi quest’ultima a loro contrapposta ed affiliata a “Cosa Nostra” siciliana.

Il video degli arresti 1 / 2

CALATA LA NOTTE DELLA CITTA' - Da qui il nome dell’Operazione denominata “Nuova Alba” proprio al fine di evidenziare come l’indagine ha potuto assicurare alla giustizia i capi, i reggenti ed i gregari delle famiglie mafiose più temute e potenti che insistono sul territorio della provincia di Roma ed Ostia ridando luce ad un territorio nel quale era “calata la notte della città” - come affermato testualmente dal Gip del Tribunale di Roma nell’ordinanza - liberandola dalla cappa oppressiva della criminalità organizzata che cerca di inserire i propri tentacoli in ogni tessuto produttivo al fine di acquisire il controllo e la gestione delle relative attività. I due schieramenti mafiosi da diversi anni gestivano ogni tipo di attività illecita in alcune zone della Capitale ed, in particolare, nell’abitato di Ostia divenuto, negli ultimi anni, il fulcro di importanti interessi connessi alle lucrose attività di ristorazione e turistiche presenti sul litorale.   

ASSOCIAZIONE DI STAMPO MAFIOSO - Nell’ambito dell’indagine sono stati raccolti univoci elementi probatori, totalmente recepiti dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, che hanno consentito di contestare, per la prima volta, il reato di associazione di stampo mafioso agli appartenenti alle famiglie Fasciani e Triassi dimostrando come le stesse, benché contrapposte tra loro, grazie alla forza intimidatrice ed al vincolo inscindibile creato nel corso del tempo, avevano esteso il proprio dominio anche in alcune zone della Capitale.

PROCURATORE CAPO - Soddisfazione per l'operazione Nuova Alba espressa anche dal Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone: "L'operazione conclusa questa mattina ha un valore, oltre che giudiziario, anche più profondo, perchè crea spazi di libertà e si riconquista una situazione di normalità sul litorale romano, a Ostia, dove c'è un clima ormai pesante". "Da quando sono qui - ha proseguito Pignatone - è la prima volta che su Roma viene contestata l'associazione di stampo mafioso".

CUNTRERA-CARUANA - Il lavoro svolto dagli uomini della squadra mobile ha permesso di seguire tutti i passaggi criminali dei vari affari posti in essere dalle organizzazioni: dall’ingresso di un nuovo appartenente, agli accordi tra i capi delle organizzazioni per la spartizione del territorio, alle riunioni effettuate per dirimere le controversie sorte nella gestione del territorio, pianificazione di omicidi o tentati omicidi necessari per garantire e ripristinare la supremazia su qualsiasi attività realizzata. Nell’operazione conclusa questa mattina è stato dato un colpo mortale alla cupola mafiosa operante da anni nella capitale. sono state colpite le intere famiglie dei Fasciani, a partire dal capo indiscusso Carmine, ai fratelli Nazzareno, Giuseppe e Terenzio, e quella dei Triassi, Vito e Vincenzo, appartenenti alla nota famiglia mafiosa dei Cuntrera-Caruana, che da anni si erano trasferiti ad ostia mantenendo un legame inscindibile con cosa nostra siciliana".

20 ANNI DI AFFARI - Gli investiatori hanno ricostruito come per quasi un ventennio i due gruppi criminali hanno intrattenuto affari e si sono spartiti il territorio in una sorta di pax mafiosa in base alle quale tutti potevano tranquillamente gestire i loro illeciti traffici. Della cupola mafiosa faceva parte anche un altro appartenente a cosa nostra siciliana da anni stanziatosi ad Ostia il quale era il terzo anello del gruppo di comando dell’organizzazione.

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