Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Ostia / Via Gian Carlo Passeroni, 28

Ostia, tempi d'attesa lunghi al Grassi: paziente aggredisce guardia giurata

L'aggressore stava attendendo una medicazione all'ospedale Grassi di Ostia. Poi l'aggressione. I Cobas della Asl Roma 3 commentano: "Siamo in una situazione estremamente difficile"

Prima insulti, poi l'aggressione con spinte, calci, pungi e il lancio di un oggetto contundente. E' successo ieri, alle 12 circa, all'ospedale Grassi di Ostia dove un paziente romano di 39 anni, per la troppa e prolungata attesa, ha dato in escandescenza aggredendo una guardia giurata al Pronto Soccorso del nosocomio lidense. 

L'uomo, al Grassi per medicare una ferita, ha prima urlato contro il personale medico poi ha aggredito le tre guardie giurate dell'Italpol presenti, scagliandosi contro una di loro lanciando anche un oggetto contundente. Il vigilante, ferito e curato sul posto, è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni. 

A sedare l'uomo sono poi intervenuti i Carabinieri della stazione di Ostia. Il violento 39enne, pregiudicato e noto alle forze dell'ordine, è stato arrestato per "aggressione e resistenza a Pubblico Ufficiale".

Non è la prima volta che al Grassi succedono episodi del genere come sottolineano i Cobas della Asl Roma 3: "Questi episodi suscitano non solo amarezza e rabbia, ma preoccupazione perché le disfunzioni, la situazione sempre più difficile esistenti nei vari servizi e nelle strutture Socio Sanitarie, soprattutto nei Pronto Soccorso dove accedono centinaia di persone al giorno, anche per l'inadeguatezza e l'assenza di una rete di servizi socio sanitari territoriali, genera non solo disagi e difficoltà, ma, appunto, tensioni che a volte si riversano sugli stessi operatori già costretti a lavorare in condizioni difficili per la carenza di personale".

"Siamo in una situazione estremamente difficile e mentre c'è chi si dedica alla propaganda le lavoratrici, i lavoratori e gli stessi cittadini/utenti pagano il prezzo di una situazione che ha responsabilità in coloro che, di fatto, attraverso le loro politiche e la malagestione, stanno depotenziando e smantellando il Servizio Socio Sanitario Pubblico. C'è poco da che stupirsi, ma molto per potersi indignare", concludono i Cobas. 

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