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Cronaca

Militare ucciso a Centocelle, donati gli organi: salveranno quattro vite

Salvatore Danilo Lucente Pipitone, il caporalmaggiore dell'esercito morto dopo essere stato aggredito, aveva dato il consenso alla donazione

Salveranno almeno altre quattro vite gli organi donati dal caporal maggiore Salvatore Danilo Lucente Pipitone. Il militare dell'esercito aveva manifestato il proprio consenso. L'espianto è stato fatto lunedì e ora le cornee, il cuore, il fegato e i reni donati, aiuteranno altre persone. Lucente, che lavorava come operatore sanitario presso l'ospedale militare del Celio, è morto domenica scorsa all'ospedale Umberto I. 

Il suo gesto, di profondo altruismo, lo descrive. Prima come bersagliere, poi come infermiere in missione in Niger e Albania, quindi l'impegno el reparto di terapia intensiva durante l'emergenza Covid. Sempre ad aiutare gli altri. "Doni" che aiuteranno altre persone che rischiano la vita. 

Le indagini

Nel frattempo a Roma e in tutta Italia, continua la caccia a M.A., il tunisino di 32 anni indicato come colui che ha colpito Pipitone alla nuca con un unico pugno. Il colpo così forte che lo ha fatto crollare sul marciapiede, accanto alla sua Fiat Panda parcheggiata. Per trovare il nordafricano è stata avviata una grande operazione di ricerca. Anche con la diffusione del suo identikit.

Da capire anche il motivo che ha spinto Pipitone a recarsi a Centocelle. Quella di venerdì notte potrebbe non essere stata la prima volta. L'aggressione sarebbe legata al punto in cui ha parcheggiato? Oppure conosceva già il suo aggressore? Domande alle quali chi indaga sta lavorando per rispondere.

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