Ora legale: domenica 31 marzo lancette avanti di un'ora

Il passaggio è fissato per le due della notte fra sabato e domenica. L'esperto rassicura: "Non porterà nessun svantaggio. Il sonno lo toglie la crisi"

Alle due della notte fra il 30 marzo e il 31 marzo, bisognerà spostare di un'ora in avanti le lancette dell'orologio. Sarà, infatti, la notte del passaggio dall'ora solare a quella legale che resterà in vigore fino al prossimo 27 ottobre. 

Come in ogni occasione, tornano le 'polemiche'. Le frasi più abusate, in questa circostanza, sono quelle del tipo "Ci vorrà un mese per abituarmi a questo cambiamento" o il sempre verde "Da oggi si dorme un'ora in meno". Tutto falso, lo dice la scienza. Presunti problemi fisici e psicologici dovuti all'arrivo dell'ora legale sono solo una 'tradizione' che non trova alcun riscontro nella realtà.  

A tranquillizzare tutti gli scettici ci ha pensato Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno. "La questione dell'adeguamento del nostro orologio biologico all'ora legale è meno complessa e negativa di quello che si voglia far credere", ha detto il dottore. 

Quindi controindicazioni scongiurate, "pur esistendo la necessità che corpo e cervello, e con essi il nostro modus vivendi, si adeguino all'orologio convenzionale". E per gli iscritti al partito 'dell'ora di sonno in meno', Peverini spiega: "La complessità della vita di relazione e del mondo del lavoro ci hanno abituato a continui e spesso repentini cambiamenti delle nostre consuetudini per cui lo slittamente di un'ora delle lencette dell'orologio rientra in questi sopportabili scossoni quotidiani. Ciò che realmente toglie il sonno, oggi, è la crisi". 

Per di più "questi non sono mutamenti individuali, ma collettivi - ha continuato l'esperto - Per cui, intorno a noi, tutti si muovono e operano secondo le nuove condizioni orarie, facendoci così sentire nel sistema e non solitarie vittime del nuovo orario". 

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Quindi, ha concluso l'esperto, "lievi difficoltà dei primi due o tre giorni ad adattarsi all'ora legale sono ampiamente compensate dai vantaggi, a partire dal disporre un'ora in più di luce: sessanta minuti in più a nostra disposizione".

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