Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Cocaina dal Sud America a Roma, presa banda. C'è anche un avvocato romano

La banda era composta da 14 persone, tra cui uno spacciatore deceduto. La cocaina arrivava dalla Colombia e dal Perù, destinata a soddisfare le piazze di spaccio di Roma e di Perugia

Una banda di 14 persone, tra cui uno spacciatore deceduto a luglio. Un via vai di droga dal Sud America a Roma. E' quando hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma che, questa mattina, hanno disarticolato un sodalizio criminale dedito al narcotraffico internazionale a seguito dell'operazione Promotor Fidei.

LE INDAGINI - Oggi i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti della banda, in relazione a "plurime ipotesi di traffico internazionale di sostanze stupefacenti". Le investigazioni, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale, prendono spunto dai rapporti di collaborazione internazionale tra il Comando Generale del Corpo e la Polizia Federale di Bruxelles la quale, nell'agosto 2014, forniva input informativi su un traffico di narcotico proveniente dalla Repubblica Dominicana e destinato a diversi Paesi europei.

Un movimento di droga in cui era stata anche segnalata l'operatività di un pregiudicato romano, attivo in significativi traffici di sostanza stupefacente sin dagli anni '80 ed all'epoca delle indagini in regime di libertà vigilata, tra l'altro appartenente al Gruppo teatrale del carcere di Rebibbia quale ex detenuto. Conseguentemente sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, le Fiamme Gialle del G.I.C.O. hanno individuato un sodalizio attivo a Roma, Verona, Perugia e in provincia di Latina.

DAL SUD AMERICA ALLA CAPITALE PASSANDO PER L'OLANDA - In particolare, le indagini consentivano di accertare come in noto pregiudicato romano fosse, secondo le indagini, "quotidianamente in contatto con un avvocato della Capitale non per questioni legali e al narcotrafficante belga Victor Maria Joseph Bruyndonx". Il gruppo, secondo gli inquirenti, si era reso responsabile di "plurimi tentativi d'importazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente dalla Colombia e dal Perù, destinati a soddisfare le piazze di spaccio di Roma e di Perugia", città, quest'ultima, in cui era particolarmente attivo il pregiudicato poi deceduto il 26 luglio di quest'anno .

Nel febbraio 2015, il l'avvocato del foro di Roma è stato tratto in arresto dalla Polizia olandese per "traffico internazionale di stupefacenti", durante un asserito "viaggio di lavoro" in Olanda, nel tentativo di importare 13 chili di cocaina, poi rivelatasi, a sua insaputa, non essere droga, e condannato in quel Paese. Parimenti, le attività investigative sviluppate dalle Fiamme Gialle capitoline, anche con l'ausilio dei colleghi belgi, spagnoli e olandesi, consentivano di rilevare come uno dei membri del gruppo di narcotrafficanti fosse in contatto, per gli illeciti affari con un praticante avvocato, noto alle cronache per essere stato il primo laureato all’interno del Carcere di Rebibbia.

Quest'ultimo, in particolare, risultava a capo di "un autonomo e strutturato gruppo criminale responsabile di plurimi tentativi d'importazione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente dal Venezuela e dal Brasile". Nonostante l'apparente percorso riabilitativo intrapreso, il praticante avvocato vantava "stabili contatti con narcotrafficanti di origine colombiana, attivi in Spagna, con i quali trattava l'acquisto di un ingente partita di cocaina, nell'ordine di 140 chili, asseritamente destinata ad acquirenti contigui ad una cosca di 'Ndrangheta calabrese, rappresentata in Spagna" e in collegamento anche con "un ulteriore pregiudicato romano, a sua volta in contatto con il narcotrafficante venezuelano Robert Carlos Hernandez, di stanza in Spagna, oggi arrestato, in ordine all'organizzazione di distinti traffici di droga destinati alla Capitale" . 
 

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